Si è aperta nell’aula del Tribunale di Palermo, davanti alla gup Marta Maria Bossi, l’udienza preliminare per la sanguinosa sparatoria che un anno fa sconvolse Monreale durante i festeggiamenti del Santissimo Crocifisso. Sotto accusa per concorso in strage ci sono tre giovani dello Zen: Mattias Conti, Salvatore Calvaruso e Samuele Acquisto.
strage di monreale
Il primo atto del processo è stato dedicato alle questioni preliminari. Hanno chiesto di costituirsi parte civile i familiari delle tre vittime — Salvatore Turdo, Massimo Pirozzo e Andrea Miceli — insieme al Comune di Monreale, al Codacons e all’associazione “Oltre la paura”. Su quest’ultima il giudice si è riservato di decidere, poiché il gruppo si è costituito solo dopo l’eccidio. Il prossimo appuntamento in aula è fissato per il 7 aprile.
La ricostruzione degli inquirenti, basata su testimonianze e telecamere, parla di una lite scoppiata per motivi banali. Le vittime avrebbero rimproverato i tre imputati per la guida spericolata dei loro scooter tra la folla. Un richiamo che ha innescato una reazione violentissima.
A tal proposito, la fidanzata di una delle vittime ha ricordato quei momenti concitati:
“I ragazzi a bordo delle moto quando sono saliti a Monreale, avevano già un atteggiamento aggressivo. La lite è iniziata perché Salvatore Turdo a uno di questi soggetti gli diceva di andare piano con lo scooter perché avrebbe potuto fare male a qualcuno, ovviamente in siciliano. Ci sono stati un paio di battute tra Turdo e questo soggetto che poi è sceso e ha iniziato una rissa a colpi di caschi. A un certo punto i ragazzi di Palermo hanno cominciato a sparare”.
Il bilancio finale fu tragico: tre morti e due feriti, tra cui un sedicenne. Secondo le indagini, oltre venti colpi vennero esplosi ad altezza uomo. Alcuni testimoni hanno descritto una scena agghiacciante: Mattias Conti, dopo aver fatto fuoco contro una vittima che tentava di scappare, avrebbe alzato le braccia al cielo in un gesto di esultanza.
Mentre la posizione di altri partecipanti alla rissa è stata stralciata, il nucleo centrale del processo punta a definire le responsabilità dei tre giovani palermitani, che avrebbero agito con spietata freddezza per una semplice discussione stradale.
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