ASSALTO ALLA SICILY BY CAR: L’INCHIESTA PASSA ALLA DDA

di Antonino Piscitello

L’inchiesta sull’intimidazione dello scorso 21 marzo ai danni della Sicily by Car, l’azienda di noleggio auto dell’imprenditore Tommaso Dragotto in via San Lorenzo a Palermo, è passata ufficialmente alla Direzione Distrettuale Antimafia.

L’assalto è stato fulmineo e brutale. Secondo le ricostruzioni, l’azione sarebbe stata portata a termine da due individui scesi da una vettura che risulta essere stata rubata. Brandendo un kalashnikov, i sicari hanno aperto il fuoco contro la sede aziendale, mirando verso il parco auto e danneggiando pesantemente quattro veicoli parcheggiati nell’area.

L’impiego di un fucile d’assalto proietta l’episodio oltre il perimetro della criminalità comune. Il ricorso a simili armi da guerra denota una capacità logistica e un accesso ad arsenali solitamente riconducibili alla criminalità organizzata, spingendo gli inquirenti a verificare la pista del racket o di una ritorsione orchestrata dai clan locali.

Il fragore dei colpi ha seminato il panico nella zona. Alcuni avventori di un esercizio pubblico situato nelle immediate vicinanze avrebbero assistito alle fasi iniziali dell’attacco prima di fuggire per mettersi al riparo.

Le attività investigative, delegate ai Carabinieri e coordinate dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio, si stanno concentrando ora sull’analisi dei supporti tecnologici. Sono già state sequestrate le registrazioni dei circuiti di videosorveglianza della zona.

La scelta di colpire un simbolo dell’imprenditoria siciliana con modalità così plateali sembra indicare la volontà di Cosa Nostra di ribadire con forza la propria presenza sul territorio. Proprio per questo motivo, a fronte di una prima valutazione degli elementi raccolti, il procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, ha deciso di assegnare l’indagine alla DDA. Resta ora da capire se si sia trattato di un avvertimento diretto o di un gesto dimostrativo della forza dei clan.