Con l’arrivo dell’estate 2026, l’aeroporto di Palermo, gestito da Gesap non si limita a gestire il traffico, ma si trasforma in un vero e proprio motore economico per l’intera Sicilia, puntando a superare la soglia psicologica e strutturale dei 10 milioni di viaggiatori.
Un network globale tra nuove rotte e vettori
L’offerta commerciale per i prossimi mesi è imponente: 105 destinazioni che tessono una rete di collegamenti tra 28 nazioni, divise in 25 rotte domestiche e 78 internazionali, a cui si aggiungono le prestigiose 2 rotte intercontinentali verso il Nord America.
A dare linfa a questo sviluppo sono 37 vettori, tra cui spicca l’ingresso di player del calibro di Jet2, Wizz Air e KM Malta Airlines. Proprio Wizz Air ha scelto Palermo come nuova base operativa, portando a cinque il numero totale di compagnie che stabilmente presidiano lo scalo (insieme a Ryanair, Volotea, ITA Airways e Aeroitalia).
Investimenti e infrastrutture: il piano da 252 milioni
Non è solo una questione di voli, ma di capacità ricettiva. Gesap ha messo in campo un piano industriale da 252 milioni di euro volto a rivoluzionare l’esperienza dei passeggeri e l’efficienza logistica.
“L’ampliamento dell’offerta dell’aeroporto Falcone Borsellino, con oltre cento destinazioni e nuove rotte internazionali, rappresenta un risultato strategico per Palermo – dice Roberto Lagalla, sindaco di Palermo – Questo sviluppo rafforza il ruolo della città come porta d’accesso al Mediterraneo e sostiene concretamente la crescita del turismo e dell’economia locale.”
Il restyling dello scalo, poi, tocca ogni punto di contatto con l’utente: dal potenziamento del Wi-Fi alle nuove aree business smart, fino alla cura per il benessere con l’installazione di fontanelle per il refill dell’acqua e l’apertura di zone dedicate ai bambini e agli amici a quattro zampe. Anche sul fronte ecologico, l’obiettivo è il raggiungimento del livello 4 dell’Airport Carbon Accreditation entro l’anno, sostenuto da impianti fotovoltaici che coprono già oltre il 6% del fabbisogno energetico.
L’impatto sul PIL
L’ambizione dei 10 milioni di passeggeri non è soltanto un obbiettivo ambizioso, ma un dato con possibili ricadute profonde: si stima che questo volume di traffico potrebbe genererare un impatto territoriale di circa 860 milioni di euro, incidendo per il 3,2% sul PIL della provincia.
Grazie ai collegamenti diretti con metropoli come Londra, Parigi e New York, il Falcone Borsellino si afferma come il baricentro strategico e la porta d’accesso privilegiata nel cuore del Mediterraneo.