LA “GUIDA AI VINI DELL’ETNA” ARRIVA A PALERMO

di Antonino Piscitello

Palermo si è svegliata con un’aria diversa ieri, 30 marzo. Al Grand Hotel Villa Igiea non si parlava d’altro, era il giorno della Guida ai Vini dell’Etna 2026.

Questa decima edizione, curata da Cronache di Gusto, segna un traguardo importante per un territorio che ormai non ha più bisogno di presentazioni, ma che continua a evolversi velocemente.

L’incontro è iniziato in mattinata nella Sala Basile, dove produttori e addetti ai lavori si sono confrontati su cosa significhi oggi fare vino ai piedi di un vulcano attivo.

Il clima era quello delle grandi occasioni, ma senza troppi formalismi. Si è discusso di come l’Etna sia diventato un brand internazionale e di quanto il turismo legato alle vigne stia crescendo.

I curatori della guida hanno spiegato bene il senso di questo progetto decennale. «In questi dieci anni la Guida ai Vini dell’Etna – dicono Fabrizio Carrera, direttore della testata, e Federico Latteriè diventata uno strumento fondamentale per raccontare l’evoluzione di uno dei luoghi più dinamici del vino italiano, capace di affermarsi sempre di più sui mercati internazionali senza perdere il legame profondo con il suo territorio».

La guida di quest’anno mette in fila ben 124 cantine. È una fotografia precisa di un mondo che, pur producendo meno di sei milioni di bottiglie, riesce a farsi sentire in tutto il mondo.

Ma cosa rende questi vini così speciali? Carrera e Latteri hanno individuato quattro punti chiave: unicità, eleganza, tipicità ed esclusività. I vini etnei piacciono perché sono freschi ed eleganti, figli di un clima unico che mescola la montagna con il mare. E poi c’è la forza dei vitigni autoctoni come il Nerello Mascalese e il Carricante, capaci di cambiare carattere nel giro di pochi chilometri grazie alla biodiversità delle varie contrade.

Dalle 14.30 in poi, la parola è passata ai calici. Quasi cinquanta aziende hanno allestito le loro postazioni nella Sala Convegni. È stata l’occasione perfetta per assaggiare le nuove annate e scoprire i famosi “Vini Imperdibili”, ovvero quelle bottiglie che rappresentano il top della qualità per questa edizione.

I produttori hanno avuto la possibilità di raccontare le proprie fatiche direttamente a chi il vino lo beve o lo vende. Il tutto è stato reso possibile anche grazie al supporto di sponsor come Acqua Cavagrande, Enoiltech, Shipping For You, Italy Car Rent, Auroflex e Imera Imballaggi.

L’evento di ieri a Villa Igiea è la conferma che l’Etna non è più solo una moda passeggera, ma una realtà consolidata. La sfida per il futuro sarà proteggere questo scenario così fragile e unico, continuando a puntare sull’estrema qualità piuttosto che sulla quantità. Se il buongiorno si vede dal mattino (e da questa decima guida), la strada sembra quella giusta.