VIOLENZA SESSUALE SU UNA TURISTA 18ENNE A PALERMO

di Antonino Piscitello

Una vacanza a Palermo trasformata in un incubo per una turista 18enne proveniente dagli Stati Uniti, che ha denunciato una violenza sessuale subita da un uomo incontrato tramite Tinder.

L’episodio, avvenuto all’alba nel quartiere Arenella, riaccende i riflettori non solo sulla sicurezza nelle grandi città, ma soprattutto sull’enorme distanza tra la cultura del consenso dei paesi anglosassoni e un modello italiano che fatica a riconoscere il diritto di dire “no” una volta iniziato un rapporto.

I fatti risalgono alle prime ore del mattino, intorno alle 5:00, in una struttura ricettiva di piazzetta Di Cristofalo. La vittima, studentessa al primo anno di college in Italia da circa quindici giorni, stava alloggiando con un gruppo di amici americani, tedeschi e una ragazza inglese e aveva concordato un appuntamento con un giovane conosciuto sulla nota app di dating. Secondo quanto ricostruito, l’incontro era partito in modo tranquillo e inizialmente consenziente. Tuttavia, la situazione è precipitata quando la ragazza ha manifestato la volontà di fermarsi.

Nonostante il rifiuto esplicito, l’uomo non avrebbe accettato l’interruzione, continuando il rapporto e abusando di lei. Le urla della diciottenne hanno attirato l’attenzione dei coinquilini, che sono intervenuti mettendo in fuga il presunto aggressore.

La Squadra Mobile, coordinata dalla Procura, ha acquisito il profilo Tinder dell’uomo e lo smartphone della vittima per rintracciarlo. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Scientifica per effettuare i rilievi alla ricerca di tracce biologiche.

La giovane è stata immediatamente assistita e sottoposta al protocollo del Codice Rosa presso il Policlinico di Palermo, dove sono state riscontrate lesioni compatibili con il suo racconto. Gli inquirenti non escludono l’ipotesi di complici, dato che l’uomo si sarebbe presentato all’appuntamento insieme ad altri due amici. Dopo essere stata dimessa, la ragazza è già ripartita con il primo volo disponibile per tornare dalla sua famiglia in Wisconsin.

VIOLENZA SESSUALE TURISTA 18ENNE PALERMO

Al di là dell’inchiesta giudiziaria, su cui la magistratura dovrà fare piena luce, quello che viene davvero messo in evidenza è il muro culturale che ancora divide l’Italia dal resto del mondo occidentale. Ovviamente, non sappiamo ancora se l’uomo avesse pianificato l’aggressione fin dal primo istante, ma i dettagli emersi suggeriscono un dato forse ancora più allarmante: è probabile che non abbia nemmeno percepito la gravità del suo gesto, scambiando un rifiuto netto per un semplice capriccio o un breve momento di incertezza. Questo perché in Italia, purtroppo, sono in molti a pensare ancora che lo stupro sia solo l’aggressione di uno sconosciuto in un vicolo buio. Si fa invece molta più fatica a capire e interiorizzare il concetto che il consenso è un processo continuo, che può essere revocato in qualsiasi istante, anche nel bel mezzo di un atto iniziato volontariamente.

Mentre negli Stati Uniti l’educazione al consenso è un pilastro della formazione dei giovani, in Italia ci scontriamo con un modello culturale tra i più retrogradi d’Europa. Qui, spesso, la pressione psicologica o il rifiuto di fermarsi vengono fatti passare per semplici “incomprensioni”. Questa “arretratezza” distrugge ogni anno centinaia di vite. Se non si comprende che il consenso dato all’inizio non è un contratto irrevocabile, continueremo a vedere giovani donne traumatizzate da uomini che si sentono “giustificati”, proprio da questo modello culturale, a ignorare la volontà altrui. Questa vicenda sottolinea ancora una volta quanto sia urgente un impegno istituzionale e sociale per ribaltare questa mentalità antica, che continua a non riconoscere davvero la violenza sessuale in tutte le sue forme.