FOLLIA A RANDAZZO, 53ENNE DÀ FUOCO AD UN FURGONE

di Antonino Piscitello

A Randazzo, i Carabinieri hanno identificato e deferito all’Autorità Giudiziaria un 53enne del posto, sospettato di aver dato fuoco ad un furgone parcheggiato a pochi metri dalla sua abitazione.

L’operazione, condotta con tempestività, ha permesso di fare luce su un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

Tutto ha avuto inizio con una segnalazione al 112 NUE, che indicava un principio di incendio ai danni di un furgone regolarmente in sosta in un’area periferica del comune etneo. Al loro arrivo, i militari dell’Arma e le squadre dei Vigili del Fuoco hanno constatato che le fiamme, originate nei pressi della ruota posteriore destra, stavano già avvolgendo rapidamente la carrozzeria del mezzo.

L’immediata messa in sicurezza dell’area ha evitato il coinvolgimento di altri veicoli, ma i rilievi tecnici hanno subito confermato i sospetti degli inquirenti: la natura dolosa dell’evento era inequivocabile.

Le indagini hanno subito una accelerazione grazie all’attenta analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona. I fotogrammi esaminati dai Carabinieri hanno restituito una sequenza nitida: durante le ore notturne, un individuo si è avvicinato con circospezione al pulmino, si è chinato all’altezza dello pneumatico posteriore e, dopo aver appiccato il fuoco, si è dileguato rapidamente nel buio.

Determinante è stata anche la collaborazione della vittima, la quale, nel formalizzare la querela, ha fornito dettagli preziosi che hanno permesso di stringere il cerchio attorno al presunto responsabile, soggetto peraltro già noto alle forze dell’ordine.

Dietro il gesto non si celerebbero dinamiche criminali complesse. Secondo quanto ricostruito, parrebbe che l’uomo semplicemente non tollerasse che il veicolo fosse parcheggiato nei pressi della sua abitazione da circa dieci giorni. Una motivazione ritenuta banale dagli investigatori, ma forse sufficiente a spingere il 53enne a compiere il gesto.

Sulla base delle prove raccolte e degli indizi che dovranno ora essere vagliati nelle opportune sedi giudiziarie, l’uomo è stato denunciato a piede libero. Resta fermo, come da prassi, il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

L’esito di questa attività investigativa sottolinea quanto sia essenziale il binomio tra la presenza costante dell’Arma e la cittadinanza attiva. La segnalazione tempestiva e la successiva cooperazione della parte offesa sono stati gli elementi chiave per assicurare alla giustizia il presunto autore del danneggiamento, ripristinando il senso di legalità nella comunità randazzese.