Gli ultimi quattro Presidenti della Regione (Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani) sono da oggi indagati per disastro colposo relativamente alla frana di Niscemi.
Badate, non per qualcosa che non hanno fatto ma della quale erano consapevoli e si sono rifiutati di farla, ma più semplicemente per non avere adottato dei provvedimenti dei quali non erano verosimilmente consapevoli o che non erano in grado di compiere per difficoltà burocratiche.
Ma veniamo ai fatti. La Procura di Gela, nel corso di una conferenza stampa ha reso noto di avere aperto un fascicolo per disastro colposo e di avere iscritto nel registro degli indagati 13 persone, tra cui gli ultimi quattro Presidenti della Regione. Con loro indagati anche i vertici della protezione civile e alcuni direttori generali.
Apriamo una parentesi: francamente non riusciamo a comprendere perché le Procure convochino conferenze stampa quando potrebbero sintetizzare tutto inviando alla stampa un banale comunicato informativo. Troppe telecamere, a nostro parere, non aiutano la giustizia.
Ma un’altra cosa non riusciamo a comprendere. Gli indagati hanno già dichiarato quasi tutti di avere fiducia nel lavoro della magistratura. Se c’è una cosa della quale nessuno riuscirà mai a convincerci è di avere sempre fiducia nella magistratura che è come dire che la verità trionfa sempre. Purtroppo non è vero, la verità non sempre trionfa come la magistratura non sempre merita fiducia. Dirlo appare come un tentativo disperato di adulazione da parte di chi in verità non si fida neanche un po’.
Non ci permettiamo di esprimere critiche e non abbiamo dubbi sul fatto che in seguito verranno fuori fatti precisi sui quali si basano le indagini. Qualcosa tipo: doveva fare questo, lo sapeva, glielo avevano chiesto, doveva firmare quella carta che gli era stata sottoposta, e non lo ha fatto.
Negli ultimi anni per riparare al dissesto idrogeologico si è provveduto a decine e decine di interventi, ma ne servirebbero centinaia e per tutti non ci sono né i soldi né le possibilità burocratiche. E per tutte quelle che non sono state fatte l’accusa di disastro colposo è dietro l’angolo.
E quasi sempre mancano i progetti dei quali quasi sempre dovrebbero occuparsi i comuni che non lo fanno perché non hanno personale né fondi per servirsi di competenze esterne.
Per fare i sindaci o i Presidenti di Regione occorre essere ricchi di famiglia per poter pagare dopo il mandato legioni di avvocati per difendersi da reati colposi anche quando si è operato al meglio e con la massima abnegazione. Il guaio è che purtroppo si può essere davvero colpevoli anche a propria insaputa.