E LA DC CONTINUA A BRUCIARE NOMI PER L’ASSESSORATO

di Rino Piscitello

La DC siciliana, orfana del suo leader Totò Cuffaro, non riesce a trovare pace. Tutti litigano con tutti per cercare di trovare la quadra: deputati, coordinatori regionali, ex assessori, organi di partito.

Per cosa litigano? Qual’è l’oggetto del contendere?

Si tratta di quello che da sempre in una platea democristiana costringe al litigio come riflesso condizionato: un assessorato.

L’unità è stata garantita fino alla richiesta di riavere uno dei due assessorati che Schifani aveva tolto al Partito dopo la vicenda Cuffaro. Ma è saltata non appena il Presidente Schifani ha fatto sapere che vi era la disponibilità di un assessorato.

A quel punto dentro il partito si è scatenato l’inferno e ad ambire al posto erano davvero in tanti a partire dai deputati regionali.

L’unità sembrava essere raggiunta su Ignazio Abbate, deputato regionale e presidente della commissione parlamentare Affari Istituzionali, ma probabilmente una parte dei proponenti immaginava già che qualche indagine in corso avrebbe costretto il presidente Schifani a respingere quell’indicazione.

I deputati e i commissari regionali hanno comunque insistito su quel nome e si sono sentiti reiterare la risposta negativa.

Nel frattempo sette coordinatori provinciali avevano proposto Laura Abbadessa, già presidente del partito e moglie del Pm, oggi alla procura dei Minori, ed ex assessore regionale alla salute Massimo Russo. Ma quest’ultimo nome sembra non aver incontrato la disponibilità dei deputati regionali.

E la situazione fino a ieri era in stallo.

Ieri però è uscito un altro nome: l’ex deputato regionale Totò Cascio, uno dei tre commissari regionali del partito.

Sembrava che potesse essere il nome unitario da comunicare a Schifani, ma è arrivato il contrordine. Molti nel gruppo parlamentare non sono d’accordo e dalla Presidenza della Regione fanno sapere che nessun nome è stato ancora ufficializzato.

Un altro nome bruciato quindi e si ricomincia. Con il rischio serio per il partito di rimanere fuori dai giochi, come spera qualcuno all’interno della coalizione che continua a far notare che il partito non ha mai preso le distanze dal sistema Cuffaro.