LA RAFFINERIA ISAB PRIOLO PARLA DI NUOVO ITALIANO

di Redazione

La partita a scacchi per il controllo della raffineria Isab di Priolo Gargallo sembra aver trovato il suo vincitore, riportando un asset di importanza fondamentale sotto la bandiera italiana. La società Ludoil Energy, guidata dalla famiglia Ammaturo, ha impresso una accelerazione decisiva alla trattativa, ufficializzando l’esistenza di un accordo vincolante con l’attuale proprietà cipriota di Goi Energy.

Questa mossa non rappresenta soltanto un avvicendamento societario, ma un vero e proprio atto di protezione verso uno stabilimento che garantisce da solo un quinto della capacità di raffinazione nazionale. L’ingresso del gruppo campano nel cuore del petrolchimico siracusano avviene in un momento di estrema tensione geopolitica e industriale, in cui la sicurezza energetica dell’Italia è diventata una priorità assoluta per le istituzioni e il mercato.

Nelle ultimi ore le voci dell’interessamento di una cordata alternativa avevano agitato le acque. Un importante fondo di investimento statunitense attivo nel campo dell’energia, affiancato dal colosso energetico indonesiano Pertamina, aveva manifestato un interesse concreto attraverso una lettera d’intenti formale. L’offerta americana puntava alla totalità delle quote, proponendo una visione globale e capitali freschi per il rilancio dell’impianto.

Tuttavia, la risposta dei vertici di Goi Energy e Ludoil è stata netta e priva di ambiguità: esiste un contratto di opzione in esclusiva che rende qualunque altra proposta non percorribile. Le due società hanno scelto di comunicare con fermezza che i negoziati sono ormai entrati nella fase conclusiva, con la firma dei contratti definitivi prevista entro brevissimo tempo.

Il passaggio di consegne è stato preceduto da segnali organizzativi all’interno della Isab che i più attenti osservatori avevano già interpretato come prodromici alla cessione. La recente nomina di un nuovo Direttore Generale, l’ingegnere Mauro de Franchis, profilo tecnico e strategico già interno all’azienda, è stata vista come la preparazione necessaria per accompagnare la raffineria verso la nuova gestione.

Ludoil, d’altronde, non è un attore esterno che si affaccia per la prima volta su questo scenario. Il gruppo campano vanta già una collaborazione operativa con lo stabilimento siciliano, un legame che ha permesso una conoscenza profonda delle criticità e delle potenzialità del sito. Nonostante l’esercizio precedente si sia chiuso con perdite finanziarie significative, l’appeal di Priolo resta intatto per chi possiede le competenze industriali necessarie a governare una macchina così complessa.

Oltre al valore economico e strategico, l’operazione porta con sé una visione di trasformazione industriale. Il futuro della raffinazione non può più prescindere dalla sostenibilità e l’accordo tra i partner attuali mette al centro della strategia lo sviluppo dei biocarburanti avanzati. L’obiettivo dichiarato è quello di riconvertire parte dei processi verso la produzione di carburanti sostenibili per l’aviazione e oli vegetali idrotrattati (HVO), settori che rappresentano la nuova frontiera dell’energia verde. Questa trasformazione è vitale non solo per rispettare i parametri ambientali europei, ma anche per garantire un futuro occupazionale alle migliaia di lavoratori che dipendono dal polo siracusano.

La chiusura formale dell’operazione dovrà ora affrontare l’ultimo e più delicato gradino: l’iter autorizzativo governativo. Trattandosi di un asset strategico nazionale, lo Stato ha il compito di vigilare sulla solidità del nuovo acquirente e sulla congruità dei piani di investimento. L’acquisizione di una quota di controllo da parte di Ludoil dovrà quindi passare sotto la lente delle autorità competenti, ma la determinazione mostrata dalle parti suggerisce una forte volontà di chiudere rapidamente la transizione. Mentre il risiko dell’energia continua a rimescolare gli equilibri mondiali, Priolo si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua lunga storia industriale, questa volta con una guida che parla nuovamente italiano.