PALERMO, TRE SPARATORIE A DISTANZA DI POCHE ORE

di Antonino Piscitello

Una sequenza di sparatorie in meno di 48 ore ha scosso diverse zone di Palermo. Tra feriti, intimidazioni a colpi di mitragliatrice contro palazzi e auto crivellate, sembra sempre più plausibile l’ipotesi di un violento scontro legato al traffico di droga.

L’episodio più eclatante si è consumato in pieno giorno in via Montalto, dove Danilo D’Ignoti, 37 anni, è stato colpito alla coscia da un colpo di pistola mentre usciva da una macelleria.

Il proiettile, fortunatamente, ha attraversato il muscolo di D’Ignoti da parte a parte senza intaccare l’arteria femorale, una casualità che ha evitato il peggio per il trentasettenne, ma che non ha risparmiato i passanti. Nella pioggia di fuoco, infatti, è rimasta coinvolta anche una donna di 67 anni (M. M. le iniziali), colpita per errore mentre si recava nella stessa macelleria. La donna è stata raggiunta da una pallottola al gluteo destro e da una scheggia metallica alla coscia sinistra; attualmente si trova ricoverata al polo traumatologico di Villa Sofia.

La notte prima, invece, il complesso di case popolari in via Don Minzoni si era trasformato in un vero e proprio scenario di guerra: una trentina di colpi sono stati esplosi contro un appartamento al piano terra e una Fiat 500 Abarth. L’intimidazione sarebbe stata preceduta da una violenta rissa che ha coinvolto “almeno sei-sette persone”, lasciando tracce ematiche sull’asfalto.

A completerare il quadro, anche se molto probabilmente si tratta di un episodio scollegato, anche allo Zen 2 è stato registrato un altro episodio, con quattro proiettili conficcati nella carrozzeria di una Renault Clio in via Nicolò Carosio.

Gli inquirenti della Squadra Mobile stanno lavorando freneticamente per unire i puntini di questa scia di sangue. Il sospetto degli investigatori è che sia in corso uno scontro frontale tra fazioni rivali per il dominio del traffico di stupefacenti.

La vendita di droga rappresenta il vero motore economico dei clan ed è da sempre motivo di scontri, ma, se negli ultimi anni la criminalità organizzata ha cercato di agire nell’ombra per non attirare troppo l’attention, evitando episodi troppo eclatanti, adesso questa “prudenza” sembra essere svanita. Oggi la voglia di affermare il proprio potere territoriale ha ormai cancellato ogni scrupolo e si è tornati a sparare tra la folla e contro le abitazioni con una spregiudicatezza che non si vedeva da tempo.

La recrudescenza della violenza a Palermo appare ormai evidente e sistemica. Se sommiamo questi ultimi episodi alle recenti intimidazioni nella zona di Sferracavallo, la percezione è quella di una situazione che sta scivolando pericolosamente fuori controllo.

Non si tratta più di piccoli episodi isolati di microcriminalità, ma di un evidente innalzamento del livello di tensione tra i clan che sta portando a dimostrazioni di forza che sfidano apertamente l’autorità e lanciano un messaggio chiaro di presenza sul territorio.

Non possiamo permettere che le strade di Palermo diventino nuovamente un Far West dominato dai signori della droga, serve una risposta netta e urgente delle istituzioni con un controllo del territorio più serrato e una strategia di contrasto che vada oltre il singolo avvenimento, prima che la città diventi definitivamente invivibile per i suoi cittadini.