ALLA CORTE DI LA VARDERA PER PROVARE A DIVENTARE DEPUTATI

di Redazione

Ismaele La Vardera sta attraversando la Sicilia con un iper attivismo che ricorda le stagioni più aspre ed impolitiche del populismo isolano. La sua creatura politica, il movimento Controcorrente sta diventando sempre più un polo d’attrazione per chi ci vede una via comoda e facile per diventare o, per alcuni, ridiventare parlamentari.

I recenti ingressi confermano che il progetto del nuovo profeta del giustizialismo e del moralismo sta uscendo dalla fase embrionale per strutturarsi nei territori. Durante la convention ad Agrigento, organizzata per sostenere la candidatura a sindaco di Michele Sodano, il movimento ha ufficializzato adesioni che lo rendono sempre più fotocopia dei grillini della prima stagione.

La Vardera ha annunciato l’adesione di Sonia Alfano, ex europarlamentare eletta nel 2009 nelle liste dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, che ha scelto di legare il suo percorso a quello del deputato regionale. La sua decisione giunge dopo una rottura traumatica con Azione e con Carlo Calenda in Sicilia.

Accanto a lei, anche il gruppo consiliare palermitano OSO ha deciso di confluire sotto l’insegna di Controcorrente. Ugo Forello e Giulia Argiroffi, seduti tra i banchi dell’opposizione al Comune di Palermo, hanno formalizzato la nascita del nuovo gruppo.

Questo dinamismo crea però le prime difficoltà a sinistra. La crescita di La Vardera sta generando turbolenze significative all’interno del cosiddetto “campo largo”, la coalizione che, se non avesse mille spaccature, potrebbe ambire a governare la Regione.

Il primo ostacolo è di natura identitaria e riguarda il rapporto con il Movimento 5 Stelle. I pentastellati, custodi del vessillo del moralismo e del giustizialismo intransigente, guardano con sospetto all’ascesa di un soggetto politico che parla lo stesso linguaggio e si rivolge alla medesima base elettorale. La sensazione tra i vertici del movimento è che Controcorrente possa erodere quote di consenso fondamentali.

Un secondo fronte di scontro riguarda la strategia delle alleanze, con particolare riferimento alla figura di Cateno De Luca. Una parte del Partito Democratico vorrebbe dialogare con il leader di “Sud chiama Nord” per allargare il perimetro della sinistra. Una prospettiva che La Vardera, ex seguace di De Luca, avversa con fermezza, utilizzando come motivazione le ambiguità delle intese locali portate avanti dall’attuale sindaco di Taormina.

Nel mirino dell’ex Iena finiscono, tra le altre, le scelte compiute ad Agrigento — dove il movimento di De Luca si trova a cooperare con Lega e Democrazia Cristiana a sostegno del candidato sindaco Luigi Gentile — e a Catania, dove a Sud chiama nord ha aderito Riccardo Pellegrino, condannato in primo grado per corruzione elettorale nel 2023. Per La Vardera, queste manovre territoriali sono incompatibili con la sua esibita intransigenza della quale cerca di fare, non sempre con successo, il proprio tratto distintivo.

La sensazione però è che La Vardera non tollera De Luca per la semplice ragione che non può sopportare un altro gallo in quello che ormai considera il suo pollaio.

La sfida si preannuncia complessa: il percorso di Controcorrente e di La Vardera dovrà continuare ad illudere i tanti che invocano miracoli e tagli delle teste e al contempo misurarsi con le mediazioni e i compromessi che la politica richiede.