LA VARDERA E IL GRANDE BLUFF

di Rino Piscitello

Lo schema è quello di sempre: annunciare un evento clamoroso, determinare la suspence necessaria, usare tutti i mezzi consentiti e non consentiti, e alla fine rivelare una non notizia accentuandone il significato e dicendo di avere rivelato un enorme segreto.

È esattamente lo schema comunicativo messo in piedi da La Vardera in questi giorni. Un pò quello che usava Vanna Marchi per convincere i creduloni.

Una settimana fa ha detto di avere le prove che Schifani voleva far mantenere la concessione della spiaggia di Mondello all’Italo-Belga e che le avrebbe rivelate la settimana seguente, chiedendo per non rivelarle addirittura le dimissioni di Schifani.

Oggi ha rivelato quello che aveva in mano, cioè un bluff clamoroso. Nessuna prova. Soltanto un audio rubato che non dimostra nulla.

Aveva registrato una conversazione con il dirigente regionale responsabile dell’assessorato competente ad insaputa di questi e l’ha diffusa interpretandone il significato a sua discrezione. Facendolo ha commesso un illecito violando la legge. Una vera e propria vergogna.

Per farlo La Vardera usa una serie di parole senza senso tipo “prove che dimostrano in maniera inequivocabile” “amore della verità” “pressioni politiche sui vertici amministrativi” “clamoroso” “provocherà un terremoto”, e mischia una serie di cose non vere, di sciocchezze che non dimostrano nulla, e di parole rubate al dirigente generale che riporta, senza che niente possa provarlo, un colloquio generico con il Presidente della Regione.

Schifani e l’assessora Savarino ovviamente hanno smentito ogni interpretazione di La Vardera, anche se è difficile smentire ed è impossibile querelare quando chi ti accusa mette insieme prove inesistenti e parole confuse. Per cosa dovresti querelarlo quando non si capisce di cosa ti accusa?

Allora proviamo noi a fare alcune affermazione chiare delle quali ci assumiamo pienamente la responsabilità:

  1. La Vardera nel suo video non ha presentato prove inequivocabili su nessuna questione, tranne sul fatto che continua ad affermare di averle.
  2. Il vizio di registrare ad insaputa dell’interlocutore e renderlo pubblico è vietato e chi lo fa si pone fuori dalla legge.
  3. La Vardera nel suo video dice molte cose totalmente imprecise come quando parla di interdittive antimafia o quando parla di pressioni politiche sui vertici amministrativi.

Insomma La Vardera ha detto il falso quando ha affermato che nel suo video c’erano le prove inequivocabili che Schifani non voleva la revoca della concessione e ha fatto pressioni per soprassedere.

Nessuna prova, soltanto un bluff. Per la precisione un grande bluff. E anche noi attendiamo querela.