Nella notte tra sabato e domenica un incendio è scoppiato in un distributore di carburanti Eni a Capaci.
incendio distributore capaci
Il rogo ha danneggiato pesantemente l’impianto gestito dall’imprenditore Cosimo Giuliano, colpendo in particolare due colonnine per l’erogazione di GPL e distruggendo completamente un’autovettura che si trovava parcheggiata nell’area dell’autolavaggio.
Paura nella zona per la possibilità di un’esplosione. Sul posto sono confluite le squadre dei vigili del fuoco provenienti dai distaccamenti di Carini e San Lorenzo, affiancate dagli specialisti del nucleo Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico), indispensabili per gestire la sicurezza in presenza di gas altamente infiammabili. Grazie alla rapidità dei pompieri, l’intera area è stata isolata e messa in sicurezza prima che le fiamme potessero raggiungere i serbatoi principali.
Le indagini sull’accaduto sono state affidate ai carabinieri, che hanno avviato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica degli eventi. La matrice dolosa appare ormai evidente ed è avvalorata anche da un precedente inquietante: solo pochi mesi fa, la vetrata del bar dello stesso rifornimento era stata sfondata utilizzando un’auto come ariete.
Gli investigatori ipotizzano che questo grave episodio non sia isolato, ma possa inserirsi in una preoccupante catena di atti intimidatori che nell’ultimo periodo ha preso di mira diverse attività, dalla zona di Tommaso Natale fino al comprensorio di Carini.
L’episodio ha sollevato forti reazioni. L’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo, è intervenuto con fermezza sulla vicenda, sollecitando l’immediata attivazione di un piano straordinario per la sicurezza che preveda un sensibile rafforzamento delle forze dell’ordine e dei controlli sul territorio, così da tutelare gli operatori economici locali e contrastare l’escalation delle intimidazioni.