E così, come avevamo largamente previsto, Michele Sodano è stato eletto sindaco di Agrigento. Eletto con una messe di voti inaspettata soltanto per chi non comprende i meccanismi della comunicazione di massa.
Ha preso il 72,3% contro il 27,8% di Dino Alonge. 14.908 voti contro 5.710. Un vero e proprio massacro.
Sodano è stato eletto dai cittadini di Agrigento, ma prima di tutto è il frutto di un’eccellente operazione di marketing messa su da ismaele la Vardera e dalla squadra di comunicatori che c’è dietro di lui.
Un’operazione perfetta, costruita per eleggere La Vardera presidente della Regione e impossessarsi, come avvenne con Crocetta, dei gangli principali del potere regionale.
Agrigento è stata scelta da La Vardera per le spaccature del centrodestra, ma soprattutto perchè ha colto la possibilità di poter costruire un’operazione politica in un luogo che i suoi alleati consideravano impossibile da conquistare.
Ha perso malamente il centrodestra, e ha vinto solo apparentemente la sinistra che si trova adesso costretta a salire definitivamente sul carro di La Vardera.
Ci auguriamo che gli agrigentini non debbano pentirsi di questa elezione.
I vincitori, sindaco compreso, sembrano partecipare al festival della superficialità e dell’approssimazione, convinti che il cambiamento sia figlio di uno sforzo di volontà e non di un lavoro paziente di impegno e competenza.
“Un sogno, un’avventura“, lo ha definito Sodano. Speriamo sia solo l’euforia della vittoria che lo ha portato ad utilizzare due termini così lontani dalla concretezza necessaria per un sindaco di una città così importante per tutta la Sicilia.