Ha preso il via davanti alla Corte d’Assise di Palermo il processo per la strage di Monreale, la tragica sparatoria dell’aprile 2025, costata la vita a tre giovani.
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Il tribunale ha respinto la richiesta di chiamare in causa il Ministero dell’Interno come responsabile civile, mentre il processo è stato aggiornato al prossimo 15 luglio per l’affidamento delle perizie foniche sulle intercettazioni in carcere dei tre imputati dello Zen.
Il drammatico scenario della festa del Santissimo Crocifisso si è trasformato in un teatro di violenza estrema, originato, secondo la ricostruzione dei sostituti procuratori Felice De Benedittis e Luisa Vittoria Campanile, da un banale alterco sulla condotta di guida di alcuni giovani palermitani.
La contestazione verbale mossa dal gruppo monrealese si è rapidamente tramutata in uno scontro fisico violentissimo con colpi di casco e percosse, culminando nel tragico epilogo in cui il diciannovenne Mattias Conti avrebbe aperto il fuoco colpendo mortalmente Salvatore Turdo (23 anni), Massimo Pirozzo (25 anni) e Andrea Miceli (25 anni), inseguendo e mirando anche a chi tentava una disperata fuga.
Ad affiancarlo nell’azione delittuosa e a favorirne la fuga a bordo di un motociclo vi erano Salvatore Calvaruso (19 anni) e Samuele Acquisto (18 anni), accusati di aver istigato il complice a sparare ad altezza d’uomo e di essersi successivamente adoperati per far sparire le armi e gli indumenti utilizzati, elementi tuttora non rinvenuti dagli investigatori che si sono avvalsi prevalentemente di testimonianze oculari e dei filmati di videosorveglianza urbana.
Nel corso della prima udienza, la Corte presieduta da Vincenzo Terranova ha respinto fermamente il tentativo della difesa dei feriti – tra cui figura il trentaduenne Nicolò Cangemi e un minore di sedici anni – di coinvolgere il Ministero dell’Interno come responsabile civile per la presunta assenza di presidi di sicurezza durante l’evento religioso, escludendo qualsiasi nesso causale tra la tragedia e l’organizzazione dell’ordine pubblico sostenuta dall’avvocata Giada Caputo.
Il procedimento penale, che vede la costituzione come parti civili dei nuclei familiari delle vittime, della Regione Siciliana e del Comune normanno, riprenderà il prossimo 15 luglio – in singolare concomitanza con i festeggiamenti palermitani per Santa Rosalia – data in cui verrà formalmente incaricato un esperto per la trascrizione dei dialoghi captati in carcere tra i tre indagati dello Zen, nel contesto di un processo che vedrà sfilare in aula ben 102 testimoni citati dall’accusa.