Nel parlare di recrudescenza mafiosa, a volte si sottovaluta, sbagliando, il ruolo di Catania. La presenza dei clan a Catania in questi ultimi mesi si era tenuta più sotto traccia senza ricorrere ai gesti eclatanti utilizzati a Palermo. sparatoria
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Questa apparente tranquillità è stata però interrotta bruscamente l’altra notte da un gravissimo fatto di sangue che ha scosso il quartiere di San Giovanni Galermo.
In piazza Beppe Montana, nella zona di Trappeto Nord, si è consumata una violenta sparatoria in cui sono rimasti feriti tre ragazzi di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Gli assalitori hanno colpito alle spalle per poi fuggire rapidamente.
Tra le giovani vittime c’è anche il figlio di un noto pregiudicato, ritenuto un esponente di spicco nel mercato della droga della vicina via Capopassero. Proprio questo legame familiare spinge gli inquirenti a escludere l’ipotesi di un errore.
Le conseguenze dello scontro a fuoco sono state severe. Uno dei minorenni è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro, dove ha subito un delicato intervento neurochirurgico. Gli altri due ragazzi, invece, sono stati accompagnati al Policlinico con mezzi privati, e sono stati proprio i medici della struttura ad avvisare le autorità.
La Polizia di Stato, intervenuta sul posto intorno a mezzanotte, sta ora lavorando per ricostruire l’esatta dinamica della vicenda. L’episodio dimostra chiaramente come le piazze di spaccio catanesi rimangano una polveriera pronta a esplodere, confermando che il silenzio della criminalità locale non è affatto sinonimo di pace, ma di una tensione sempre attiva che, per ora, i clan erano riusciti a mantenere nascosta.