La stagione degli incendi in Sicilia ricomincia purtroppo nel peggiore dei modi, segnata da una scia di tragedie che conta già la seconda vittima in pochi giorni.
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Dopo il cittadino che la settimana scorsa ha perso la vita nel tentativo di difendere il proprio terreno dalle fiamme, sabato sera è stata la volta di Alfonso Musso, un operaio forestale di 61 anni. L’uomo è deceduto in servizio, probabilmente a causa delle esalazioni di fumo, mentre combatteva un rogo divampato tra Partinico e Borgetto, in provincia di Palermo.
La scomparsa di Musso ha suscitato profonda commozione ma anche dure reazioni politiche e sindacali. Se da un lato l’assessore regionale al Territorio, Giusi Savarino, ha espresso il cordoglio e la gratitudine dell’intera comunità auspicando che venga fatta piena luce sull’accaduto, dall’altro il sindacato Uila Sicilia ha alzato la voce. Il segretario generale Enzo Savarino ha infatti espresso rabbia per una morte che riaccende i riflettori sulle difficili condizioni dei lavoratori della categoria.
Il sindacato chiede con forza di sbloccare il ricambio generazionale e di approvare una riforma strutturale per la stabilizzazione degli operai, denunciando come l’età media del personale sul campo superi ormai i sessant’anni. Si tratta di una riforma già scritta in passato ma mai giunta al voto finale dell’Assemblea Regionale Siciliana, uno strumento ritenuto ormai indispensabile per proteggere un territorio costantemente minacciato da roghi, siccità e dissesto idrogeologico.
Nel frattempo, l’emergenza incendi continua a bruciare l’isola anche sul fronte trapanese. Da sabato pomeriggio un vasto rogo sta devastando la riserva di Montagna Grande a Salemi. Le fiamme, alimentate dal vento, sono penetrate nell’area demaniale distruggendo la vegetazione superstite dei passati incendi.
La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente e ha lavorato senza sosta anche durante la notte: le squadre di terra della forestale, dei vigili del fuoco e della protezione civile sono riuscite a proteggere le case e gli ovili nella zona più critica, in contrada Ardigna, evitando per il momento le evacuazioni.
Dalle prime luci dell’alba le operazioni sono riprese con vigore sia a terra che in cielo, grazie al massiccio intervento di tre elicotteri e tre Canadair, affiancati da un mezzo aereo del soccorso dell’Aeronautica Militare.
Sulla natura del rogo ci sono forti sospetti. Le autorità e i tecnici sul posto non escludono l’ipotesi dolosa, dato che le fiamme hanno colpito con precisione sospetta aree già devastate in passato. Spetterà ora alle forze dell’ordine fare chiarezza su questo ennesimo disastro ambientale.