NOTIZIARIO DEL 16 GIUGNO 2026

di Rino Piscitello
nella foto: il ministro Matteo Piantedosi, il prefetto Massimo Mariani, il sindaco Roberto Lagalla e ltri componenti del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubbica di palermo

Per la terza volta il ministro Piantedosi viene a Palermo a presiedere un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e questo vuol dire due cosa: la prima che il governo intende impegnarsi davvero nella lotta contro la mafia, la seconda, purtroppo, che la criminalità mafiosa sta rialzando la testa e sta tentando di riorganizzarsi. Piantedosi ha ricordato che dal 2025 sono arrivate a Palermo 850 unità delle forze di polizia con un saldo positivo, al netto dei pensionati, di 99 unità. Ha assicurato poi l’invio di altri 90 uomini e un forte intervento sul fronte della videosorveglianza.

Nel Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Palermo è emersa anche un’amara verità: su 21 attentati, soltanto un commerciante ha presentato denuncia. Questo dato conferma la convinzione del nostro giornale: non basta rafforzare le misure per proteggere chi denuncia e non paga. Occorre punire chi paga. È necessario trasformare in reato il pagamento del pizzo arrivando persino al ritiro delle licenze e al sequestro della merce e delle attrezzature, premiando al contrario chi decide di non pagare. Sapendo che chi paga il pizzo, rafforza la mafia e soprattutto mette a rischio chi non paga.

nella foto: uno dei microcellulari sequestrati in carcere dalla polizia penitenziaria

Come abbiamo visto da tutte le inchieste siciliane, i boss continuano dal carcere a interloquire con i loro clan, a comandare e a decidere attraverso i telefoni cellulari. Nel 2024 ne sono stati sequestrati 2.252 e sono di certo soltanto una piccola parte. Una vera e propria emergenza alla quale occorre porre rimedio. Se schermare le carceri con sistemi tipo Jammer risulta complesso anche a causa del rischio che il blocco colpisca abitazioni vicine è anche vero che esistono tecnologie alternative e sistemi di rilevamento sui quali occorrerebbe investire.

nella foto: uno scorcio del Parco degli Iblei

La recente sentenza del Tar che impone l’istituzione del Parco degli Iblei entro 180 giorni, sta creando un vero e proprio terremoto nelle zone interessate. Si tratta nell’attuale perimetrazione di un parco enorme che include tre province (Siracusa, Ragusa e Catania) e ben 27 comuni. Il territorio del Parco si estende per quasi 150.000 ettari. Un parco così esteso e che comprende anche zone di non particolare pregio ambientale, rischia di bloccare numerose attività e determinare un blocco dello sviluppo nelle aree comprese. Occorre confrontarsi e almeno riperimetrare l’area del Parco.

nella foto: l’incendio di Montagna Grande

Da sabato brucia l’area di Montagna Grande, comune di Salemi, nel trapanese. Già distrutti 600 ettari di bosco e macchia mediterranea. L’incendio non è ancora sotto controllo. Uomini e mezzi del Corpo Forestale stanno lavorando da tre giorni, aiutati da due elicotteri e due Canadair che continuano a lanciare acqua. I danni sono ingentissimi e l’origine è probabilmente dolosa. L’area era già stata colpita da un violento incendio sei anni fa distruggendo ben 800 ettari.

nella foto: il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno

Il presidente dell’Assemblea Regionale, Gaetano Galvagno con un video ha impartito ieri una lezione di stile a Ismaele La Vardera. Questi, in una nota aveva inteso attaccare Galvagno ricordandogli che da giovane organizzava serate in discoteca. Galvagno ha risposto «Ne vado assolutamente fiero e orgoglioso, è stato uno strumento per mantenermi gli studi… Non ho avuto bisogno di mettermi con una telecamera nascosta per avere popolarità». Galvagno ha poi confermato di essere convinto che La Vardera non si candiderà alla presidenza della Regione e che per ora sta soltanto alzando la posta.