L’INDIMENTICABILE LEZIONE DI GALVAGNO A LA VARDERA

di Antonino Piscitello

Lo scontro politico in Sicilia si arricchisce di un nuovo, acceso capitolo che vede protagonisti il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, e il deputato dell’opposizione Ismaele La Vardera.

Tutto ha avuto inizio da un’intervista rilasciata da Galvagno al quotidiano La Sicilia, in cui definiva l’avversario un grande comunicatore. Quella che voleva essere una semplice constatazione è stata però interpretata da La Vardera come una provocazione, spingendolo a replicare tirando in ballo il passato giovanile del presidente dell’Ars come organizzatore di serate in discoteca.

La risposta di Galvagno non si è fatta attendere ed è arrivata affidata a un video girato in prima persona. Senza alcun imbarazzo, il presidente dell’Ars ha rivendicato con orgoglio quel periodo della sua vita, spiegando che il lavoro nei locali è stato uno strumento dignitoso per mantenersi gli studi e promuovere un’aggregazione sana.

Subito dopo è scattata la controreplica, con una frecciata diretta al passato da “Iena” del deputato: Galvagno ha infatti sottolineato di non aver mai avuto bisogno di usare una telecamera nascosta per conquistare la popolarità.

Al di là delle punzecchiature personali, il cuore del videomessaggio è prettamente politico e riguarda le reali ambizioni di La Vardera. Secondo Galvagno, la candidatura del deputato alla presidenza della Regione è poco credibile nel lungo periodo.

A trentacinque anni, argomenta il presidente dell’Ars, è difficile che il giovane politico possa farsi carico dell’intera coalizione di centrosinistra. Inoltre, appare improbabile che forze strutturate come il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle decidano di convergere sotto il suo simbolo, poiché una scelta simile equivarrebbe ad ammettere il fallimento della propria classe dirigente nell’esprimere un candidato autorevole.

Per spiegare la situazione attuale, Galvagno ha richiamato il precedente storico del 2017, quando la coalizione puntò sull’allora rettore dell’Università di Palermo, un’esperienza conclusasi con un netto saldo negativo a causa del voto disgiunto.

Secondo questa lettura, la strategia attuale di La Vardera non punta davvero alla vittoria solitaria, ma serve piuttosto ad alzare la posta per accrescere la propria forza attrattiva, raccogliere voti di protesta e sedersi infine al tavolo delle trattative per stringere un accordo vantaggioso prima del voto.

Sullo sfondo di questa polemica rimane una situazione complessa per l’intero panorama politico dell’isola. Galvagno ha infatti ammesso che il centrodestra esce affaticato dalle ultime elezioni amministrative e che il prossimo test sulle variazioni di bilancio di luglio rappresenterà un passaggio cruciale per la stabilità del governo Schifani.

Infine, il presidente dell’Ars ha voluto fare un accenno alla propria vicenda giudiziaria, definendo la sua carriera in parte compromessa da un’indagine che oggi si è ridotta a un’accusa di peculato per una cifra minima, quantificata in appena duecentoquattordici euro.