LE BANCHE FANNO PIÙ CREDITO IN SICILIA

di Redazione

Mentre l’Italia produttiva fa i conti con una silenziosa ma dolorosa stretta creditizia che penalizza le piccole attività, la Sicilia emerge come una straordinaria e inaspettata eccezione nazionale.

A livello nazionale, il credito complessivo è cresciuto di $9,7$ miliardi di euro, ma questa liquidità è finita interamente nelle casse delle grandi aziende con più di venti dipendenti, mentre le microimprese e le botteghe artigiane hanno subito un taglio netto di $4,7$ miliardi di euro. In questo scenario cupo, in cui ben $11$ regioni su $20$ vedono arretrare i finanziamenti, la performance siciliana assume un valore doppiamente significativo.

L’isola si attesta infatti come la terza regione d’Italia per crescita percentuale del credito alle imprese, subito dopo Calabria e Lazio. Con un robusto incremento del $+3,3\%$, le banche hanno immesso nel tessuto economico siciliano ben $578,9$ milioni di euro di nuova liquidità. Si tratta di una boccata d’ossigeno fondamentale per un territorio in cui i piccoli commercianti e gli artigiani rappresentano la spina dorsale dell’occupazione. Questa controtendenza spicca ancora di più se paragonata al crollo di altre aree storicamente forti o insulari: basti pensare al Veneto, che ha visto sfumare quasi $1,5$ miliardi di euro di finanziamenti, o alla Sardegna, che ha registrato un calo del $-2,9\%$.

A fare da vero e proprio motore a questa rinascita siciliana è la provincia di Palermo, che mette a segno un eccezionale balzo in avanti del $+8,5\%$ nell’erogazione dei prestiti, posizionandosi al quarto posto assoluto nella classifica nazionale delle province. Questo straordinario dinamismo palermitano dimostra che, quando i canali del credito rimangono aperti, l’economia locale risponde con immediata vitalità. La scommessa per il futuro sarà ora quella di consolidare questa crescita, assicurando che le risorse continuino a raggiungere chi produce valore sul territorio e trasformando questo exploit in un modello di riscatto per l’intero Mezzogiorno.