LA VERGOGNA DELLA DISCARICA TIMPAZZO

di Redazione

L’indagine, denominata “Pi-Greco” e condotta dai carabinieri del Noe di Caltanissetta insieme al Reparto territoriale di Gela, ha svelato una fitta rete di irregolarità legate alla discarica pubblica di Timpazzo.

Le accuse mosse dalla Direzione distrettuale antimafia nissena sono pesantissime e vanno dal traffico illecito di rifiuti all’inquinamento ambientale, fino alla gestione non autorizzata della piattaforma.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori in diversi mesi di monitoraggio, all’interno dell’impianto venivano interrati sistematicamente rifiuti non pretrattati. Gli inquirenti, avvalendosi di intercettazioni e videoriprese, hanno documentato circa 1.200 operazioni illecite che hanno portato all’interramento abusivo di ben 12.000 tonnellate di materiali non conformi agli standard di sicurezza.

Il gip del Tribunale di Caltanissetta, Graziella Luparello, ha quindi accolto le richieste della Dda disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari per cinque figure chiave della Impianti Srr, la società in house che gestisce l’intero servizio di smaltimento nei comuni della zona.

Tra le persone arrestate spicca il nome dell’amministratrice della società, Giovanna Picone, nota anche per il suo precedente ruolo di consulente del presidente della Regione Siciliana, incarico da cui si è dimessa subito dopo aver ricevuto l’avviso a comparire. Insieme a lei sono finiti ai domiciliari i tecnici di riferimento Giuseppe Bellavia e Salvatore Parlatore, oltre ai responsabili d’area del sito di conferimento Angelo Collodoro e Salvatore Falduzza.

L’inchiesta non si ferma qui, poiché risultano coinvolte a piede libero oltre quaranta altre persone, a testimonianza di un sistema di gestione ampiamente compromesso. Nel frattempo, per evitare il blocco di un servizio pubblico essenziale come la raccolta e lo smaltimento della spazzatura nei comuni dell’ambito territoriale, la magistratura ha disposto il sequestro della società disponendone contestualmente l’amministrazione giudiziaria. Un commissario nominato dal tribunale garantirà infatti la continuità delle attività all’interno dell’impianto di Timpazzo.