NUOVA INTIMIDAZIONE CONTRO IL BAR CHERÌ A PALERMO

di Redazione

Allo Zen, oggi ufficialmente quartiere San Filippo Neri di Palermo, è ormai evidente che si sta consumando una vera e propria guerra di controllo tra la criminalità organizzata e lo Stato.

Si tratta di una sfida aperta che le istituzioni non possono assolutamente permettersi di perdere, in un territorio dove il silenzio equivale alla resa.

L’ultimo grave episodio di questa escalation ha colpito ancora una volta il bar Cherì di via San Filippo. Nella notte, un gruppo di giovani ha preso d’assalto l’attività commerciale appiccando il fuoco ai motori esterni dei condizionatori.

Le fiamme hanno danneggiato anche il tendone che ripara l’ingresso del locale, ma fortunatamente il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha evitato che il rogo si propagasse all’interno della struttura, limitando i danni all’area esterna. Sul posto sono giunti anche gli agenti della Polizia di Stato, che hanno subito acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per cercare di identificare gli autori del raid.

Questo attacco non è purtroppo un fulmine a ciel sereno, ma rappresenta il culmine di una serie di pesanti intimidazioni iniziata nei giorni scorsi. Davanti alle saracinesche dello stesso bar, infatti, solo pochi giorni fa erano state ritrovate alcune bottiglie piene di benzina accompagnate da un messaggio inequivocabile: una richiesta estorsiva di 5.000 euro. Quella prima minaccia era stata subito accompagnata dall’esplosione di un forte petardo che aveva danneggiato le vetrine e gli arredi esterni.

Il secondo raid incendiario di ieri notte dimostra la spregiudicatezza della criminali di fronte al rifiuto dei commercianti di piegarsi al racket del pizzo. Per rispondere a questa arroganza mafiosa e restituire serenità a chi lavora onestamente, diventa ora fondamentale moltiplicare e rendere costante la presenza delle forze dell’ordine nelle strade del quartiere.