Uno studio della CGIL Sicilia inviato a tutti i giornali sostiene che tra il 2019 e il 2026 96.000 giovani hanno lasciato la Sicilia.
Per dimostrarlo la CGIL compie un errore colossale che nessuno che si intende un minimo di numeri potrebbe mai fare.
Calcola i residenti in Sicilia per ogni classe di età tra i 18 e i 35 anni dal 2019 al 2026 e per ogni età presuppone che la differenza sia formata da giovani che hanno lasciato l’isola.
Ma questo calcolo, ancorché assolutamente raffazzonato, non tiene conto di una variabile semplicissima e impossibile da non valutare: la denatalità.
Gran parte di quei giovani che secondo la CGIL hanno lasciato l’isola sono semplicemente bambini mai nati.
L’emigrazione delle giovani generazioni è un problema che ovviamente esiste, ma non certo nella dimensione descritta dalla CGIL.
Ma vediamo esattamente su che criteri si basa lo studio che, per darsi credibilità, afferma di basarsi su dati ISTAT (e certamente è così).
Analizzeremo solo i diciottenni. Se la CGIL avesse poi bisogno di dati più approfonditi basta chiederceli.
Secondo la CGIL, che si basa sui residenti, i 18enni in Sicilia nel 2019 erano 54.131 e nel 2026 50.097. Se ne deduce che in sette anni sono calati di 4.034 che evidentemente secondo il sindacato avrebbero lasciato l’isola. Sommate tutte le classi d’età tra i 18 e i 35 anni ottengono così il numero inverosimile di 96.000.
Ma i 18enni del 2019 sono nati nel 2001. In quell’anno in Sicilia sono nati (dati ISTAT) 51.890 bambini.
I 18enni del 2026 sono invece nati nel 2008. In quell’anno in Sicilia sono nati 49.837 bambini.
Nel 2008 rispetto al 2001 sono quindi nati 2.053 bambini in meno. Per la CGIL e la sua strana e inverosimile matematica fanno parte dei 4.034 che hanno lasciato la Sicilia volontariamente. Invece sono semplicemente mai nati.
La stessa cosa avviene per tutte le classi di età.
Lo studio (forse però sbagliamo a chiamarlo così) della CGIL è quindi un vero e proprio papocchio che non tiene conto di alcun dato e deduce dalla popolazione residente dati non deducibili.
Se solo la CGIL avesse provato a leggere il rapporto di Bankitalia si sarebbe accorta che “la fuoruscita netta verso il resto del Paese o l’estero è di circa 30.000 persone tra il 2019 e il 2024” (approssimativamente un terzo di quanto sostenuto dal sindacato della sinistra).
Si tratta di 6 persone ogni mille abitanti. Ma nel 2019 erano 11 ogni mille abitanti e nel 2024 sono 4 (sempre dati Bankitalia).
Tra il 2019 e il 2024 l’emigrazione è quindi scesa di circa due terzi.
E questi sono numeri tratti da studi veri e non di parte. I papocchi della CGIL, smontabili in poche mosse, appaiono invece del tutto faziosi (o quantomeno redatti da persone non competenti).
P.S. a seguire, per chi volesse verificare, pubblichiamo la tabella basata su presupposti totalmente errati fornita ai giornali dalla CGIL
