“Siamo solo Picciriddi”: è questo il titolo evocativo del monumentale murale inaugurato ieri a Catania, nel cuore del quartiere San Cristoforo, presso gli spazi della Città dei Ragazzi.
picciriddi murale san cristoforo
L’opera nasce per onorare e restituire dignità alla memoria dei “4 picciriddi” – Giovanni, Riccardo, Lorenzo e Benedetto – le cui giovani vite furono spezzate cinquant’anni fa in una delle pagine più atroci della cronaca nera siciliana.
Era il 1974 quando i quattro ragazzini, di età compresa tra i 12 e i 14 anni, furono vittime di una spietata esecuzione mafiosa, puniti per un gesto di microcriminalità infantile: lo scippo di una borsa ai danni della madre del boss Nitto Santapaola.
Una “colpa” che la legge non scritta del clan non perdonò. I ragazzi furono rapiti, strangolati e i loro corpi abbandonati in un pozzo nelle campagne di Gravina di Catania, in un atto di ferocia volto a riaffermare il controllo criminale assoluto sul territorio.
A mezzo secolo di distanza, il murale si erge oggi non solo come un monito contro la violenza, ma come un potente simbolo di riscatto sociale per un quartiere che lotta per un futuro di legalità.
La realizzazione dell’opera è stata resa possibile grazie al contributo fondamentale della Fondazione Federico II, presieduta da Gaetano Galvagno, Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS), presente ieri alla cerimonia di svelamento.
La sua partecipazione ha ribadito l’impegno delle istituzioni nel promuovere percorsi di memoria attiva, trasformando una ferita storica collettiva in un seme di speranza e consapevolezza per le nuove generazioni di San Cristoforo.
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