DEPUTATO PD VUOLE ABOLIRE L’ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE

di Antonino Piscitello

I deputati regionali del Partito Democratico Dario Safina, Valentina Chinnici e Nello Dipasquale hanno depositato un emendamento alla legge statutaria sulla forma di governo presso la Commissione Statuto dell’ARS.

L’obiettivo principale del testo è il superamento dell’elezione diretta del Presidente della Regione, un meccanismo introdotto nel 2001, per ritornare a una scelta di tipo parlamentare.

Secondo il progetto di riforma, spetterebbe all’Assemblea Regionale Siciliana eleggere il vertice dell’esecutivo tra i propri componenti, subito dopo la formale presentazione di un programma di governo. Il Presidente manterrebbe comunque la prerogativa di nominare e revocare gli assessori regionali, preservando l’autonomia nella composizione della giunta.

La proposta introduce inoltre l’istituto della sfiducia costruttiva. In base a questa norma, l’aula potrebbe revocare la fiducia al governatore in carica soltanto indicando contestualmente un successore e una nuova maggioranza programmatica. Il testo disciplina anche le procedure di supplenza in caso di dimissioni, decadenza, impedimento permanente o decesso del Presidente, limitando il ricorso alle urne anticipate e allo scioglimento dell’ARS alle sole situazioni di accertata impossibilità di formare un nuovo governo.

A sostegno dell’iniziativa, i firmatari sostengono che il sistema presidenziale non abbia assicurato la stabilità promessa, logorando nel tempo i rapporti tra giunta e parlamento siciliano e bloccando l’azione amministrativa.

La proposta, che farebbe tornare indietro la Sicilia di oltre 30 anni ha tuttavia sollevato immediate divisioni politiche, anche all’interno dello stesso centrosinistra. Il capogruppo del PD all’ARS, Michele Catanzaro, ha espresso forti perplessità sulla priorità dell’intervento e sulle modalità del confronto democratico. Netta ovviamente la contrarietà del centrodestra.