La campagna di analisi scientifiche condotta dai tecnici di Goletta Verde ha interessato ventitré punti strategici distribuiti lungo il litorale, evidenziando che il 70% dei campioni prelevati presenta concentrazioni di batteri di origine fecale superiori ai limiti consentiti dalla normativa vigente.
goletta verde sicilia
Su ventitré stazioni di campionamento, sedici hanno fatto registrare valori microbiologici fuorilegge, con una particolare incidenza in prossimità di foci fluviali, canali e scarichi diretti che convogliano a mare acque non trattate adeguatamente.
La distribuzione geografica delle criticità evidenzia situazioni particolarmente severe in diverse province dell’isola. Nell’Agrigentino tutti i punti esaminati in corrispondenza delle foci dei corsi d’acqua sono risultati pesantemente compromessi.
Nel Catanese spicca la situazione di Aci Trezza, dove i rilevamenti indicano livelli di inquinamento costanti dal 2020 a causa di problemi strutturali mai risolti. Superamenti dei limiti si registrano anche nel Palermitano, con cinque punti critici su otto analizzati, e nel Trapanese, in particolare sul lungomare di Trapani e alla foce del fiume Delia a Mazara del Vallo.
All’origine dell’inquinamento vi è la persistente inefficienza della depurazione delle acque reflue, una carenza strutturale che espone da anni la Sicilia a procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea. A questa problematica si somma la carente tutela dei bagnanti sotto il profilo della trasparenza pubblica.
Nel 43% dei siti giudicati inquinati i tecnici hanno anche constatato l’assoluta mancanza della cartellonistica informativa obbligatoria per segnalare il divieto di balneazione, privando i cittadini e i turisti di uno strumento essenziale per la prevenzione dei rischi sanitari.
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