Le provocazioni andavano avanti ormai da una settimana, contrassegnate da interessati attacchi contro la Commissione nazionale Antimafia, considerata colpevole di dare ascolto alla Procura di Caltanissetta rispetto alle questioni legate al dossier mafia-appalti, elaborato nel 1991 dai Carabinieri del Ros, come fulcro delle stragi del 1992.
Una vergognosa mistificazione orchestrata da chi continua senza alcuna evidenza processuale a dare ascolto ad improbabili piste nere, o ad attaccare i pluri assolti carabinieri del Ros, Mori e Del Donno.
Una mistificazione peraltro anche moralmente insostenibile alla luce delle intercettazioni tra autorevoli componenti cinquestelle della Commissione con indagati per favoreggiamento mafioso in preparazione di audizioni della stessa Commissione.
Le provocazioni sono sfociate nell’aggressione di fatto con grida e slogan offensivi di un centinaio di estremisti che hanno tentato di impedire l’ingresso della fiaccolata per Paolo Borsellino in via D’Amelio.
Un clima di tensione insopportabile, soprattutto alla luce della serenità che si verificava ormai da alcuni anni.
Gli organizzatori della fiaccolata che da trent’anni commemora silenziosamente e in modo composto Paolo Borsellino non ci stanno e attaccano chi ormai da parecchi giorni aizza la folla per impedire l’ingresso della fiaccolata in via D’Amelio.
“Una condotta irresponsabile – hanno detto gli organizzatori – che ha generato una indegna gazzarra al termine della nostra manifestazione, quando un centinaio di persone hanno provato a disturbare la nostra presenza in silenzioso raccoglimento davanti all’ulivo. Queste persone, molti delle quali neanche palermitani, con il loro comportamento indicibile hanno profanato un luogo sacro della nazione”.
“Noi – hanno continuato gli organizzatori – non abbiamo mai usato il 19 luglio e via D’Amelio per fare passerelle e comizi. La nostra manifestazione è silenziosa e nessun politico, per nostra scelta, ha mai preso il microfono in mano “. C’è chi invece “da anni tenta di trasformare via D’Amelio in una sezione di partito, a metà tra quello comunista e del Movimento 5 Stelle, con continui interventi di esponenti politici di sinistra che usano l’anniversario per fare la loro propaganda politica”.
“Stigmatizziamo – concludono – la gestione dell’ordine pubblico da parte della Questura di Palermo che non è stata in grado di far rispettare gli accordi presi in un tavolo condiviso lo scorso 11 luglio. Quando era in vita Rita Borsellino nulla di tutto questo succedeva in via D’Amelio. Tra noi c’era grande distanza politica ma anche molto rispetto reciproco”.
Condividiamo l’amarezza degli organizzatori, ma abbiamo comunque deciso di riportare solo le parti del comunicato che non individuano responsabilità di singoli personaggi perché riteniamo non sia giusto favorire inutili protagonismi esibizionisti a fronte di provocazioni collettive, probabilmente interessate, che vanno pesantemente stigmatizzate.