Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e la Ragioneria generale dello Stato hanno approvato la proposta avanzata dalla Regione Siciliana per la modifica dell’accordo di finanza pubblica siglato nel 2023, autorizzando così nuove assunzioni.
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La revisione delle intese consente all’amministrazione regionale di superare i tetti ordinari di reclutamento, autorizzando l’ingresso di 724 dipendenti aggiuntivi nel triennio 2026-2028. Questa quota si aggiunge ai circa 1.300 reclutamenti già sbloccati con i precedenti provvedimenti concorsuali.
La richiesta formalizzata dalla giunta regionale riguarda nello specifico l’articolo 10 del patto Stato-Regione. L’obiettivo dell’amministrazione è stato quello di estendere anche per i prossimi tre anni l’applicazione del turnover al 125 per cento rispetto al personale collocato in pensione.
Il piano si articola su due livelli: per il comparto non dirigenziale l’incremento rispetto ai limiti standard è pari a 673 unità, mentre per l’area dirigenziale le nuove immissioni straordinarie saranno 51. Complessivamente, sommando la quota base legata ai pensionamenti (pari a 2.917 posti) e la quota aggiuntiva approvata da Roma, il potenziale assunzionale della Regione raggiunge 3.641 unità entro il 2028.
Il via libera delle istituzioni centrali è stato subordinato alla verifica della tenuta dei conti pubblici. Gli uffici del ministero hanno riscontrato il progressivo risanamento del bilancio regionale e la costante riduzione del disavanzo, elementi stabiliti come prerequisiti per la sostenibilità finanziaria della nuova spesa di personale.
Sul piano operativo, l’ampliamento della dotazione organica risponde alle carenze segnalate dai dirigenti generali nel corso dei lavori del Comitato di coordinamento dei dipartimenti. Le uscite per pensionamento accumulate negli ultimi anni hanno generato vuoti d’organico che incidono sul funzionamento degli uffici amministrativi e sull’erogazione dei servizi.
L’inserimento dei nuovi dipendenti avverrà sia tramite la prosecuzione dei concorsi già avviati sia con l’indizione di nuove procedure selettive. Nel programma di reclutamento rientrano figure destinate ai centri per l’impiego, all’Ispettorato del lavoro, alla tutela ambientale e ai settori economico-finanziari dell’amministrazione.