CGIL, ESPOSTO CONTRO IL PONTE. E QUINDI CONTRO LA SICILIA

di Redazione

Le opere pubbliche vanno bene se sono al Nord. Se riguardano la Sicilia non vanno invece realizzate. Sono spreco di danaro pubblico. Sembra questa la motivazione che spinge la Cgil, sindacato della sinistra, ad opporsi con grande determinazione alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Ieri, a firma del segretario generale Maurizio Landini, la Cgil nazionale ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per chiedere di accertare se, nella gestione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, siano stati impiegati correttamente i soldi pubblici o se, al contrario, vi siano i presupposti di un danno erariale.

Un argomento totalmente generico che potrebbe essere usato per qualsiasi opera pubblica, ma che non viene mai usato per le opere pubbliche del Nord.

La Cgil chiede di “verificare se le risorse pubbliche siano state utilizzate nel rispetto della legge e nell’interesse generale o se, invece, esista il rischio concreto che si stia producendo un danno alle finanze dello Stato”. Una frase così banale che potrebbe valere anche per appalti da poche migliaia di euro e che serve soltanto a far rallentare o ad impedire la realizzazione dell’opera.

In un impeto di ipocrisia nell’esposto della Cgil si aggiunge che non si tratta di una battaglia ideologica né di una contrapposizione pregiudiziale all’opera, ma di difendere il denaro pubblico”. Chissà se hanno fatto la stessa richiesta per le molto più costose opere dell’alta velocità al Nord.

Per il resto una serie di osservazioni che mascherano l’inspiegabile contrarietà all’opera, nonchè talmente generiche da non aggiungere nulla ad argomenti già adeguatamente sviscerati.

Alla Cgil e al suo segretario Maurizio Landini evidentemente non interessa affatto che i lavoratori siciliani che devono andare al Nord o ritornare dal Nord siano costretti a prendere l’aereo con prezzi sempre più alti.

Per fortuna non tutti i sindacati hanno questa posizione. La Cisl, la Cisal e l’Ugl sono correttamente a favore della realizzazione del Ponte.

Il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, ha risposto con fermezza a Landini nella stessa giornata di ieri: “L’esposto alla Corte dei Conti – ha detto Capone – presentato dalla CGIL e firmato dal Segretario Generale Maurizio Landini sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina rappresenta un atto puramente pretestuoso e viziato da un’impostazione ideologica e pregiudiziale. Dietro la formula di rito della “difesa del denaro pubblico” si cela l’ennesimo tentativo ostile di bloccare lo sviluppo infrastrutturale del Paese e di azzoppare la crescita del Mezzogiorno“.

“Il Ponte sullo Stretto – ha ribadito Capone – non è affatto una cattedrale nel deserto o una spesa improduttiva, ma un’opera infrastrutturale di valenza altamente strategica non solo per la Sicilia e la Calabria, ma per l’Italia intera e per l’Unione Europea. È la chiave di volta per connettere stabilmente le reti ad alta velocità e capacità con i principali hub portuali e logistici del Mediterraneo. Accantonare o rallentare questo progetto significa tarpare le ali a una reazione a catena virtuosa in grado di innescare il potenziamento di porti, ferrovie e viabilità secondaria, garantendo competitività e centralità alle imprese del Sud”.