SICILIA, L’INDISCUTIBILE SVOLTA DELLA REGIONE

di Redazione

La Regione Siciliana ha intrapreso un percorso di trasformazione economica che sta ridisegnando in modo profondo il profilo dello sviluppo isolano. Dopo un passato caratterizzato da incertezze e frammentazione, il territorio siciliano assiste oggi a una stagione di profondo rinnovamento che affonda le sue radici nell’azione svolta negli ultimi nove anni dalle giunte di centrodestra. Un cammino avviato con la presidenza di Nello Musumeci e proseguito con determinazione dall’amministrazione guidata da Renato Schifani, che ha permesso di cambiare rotta rispetto al quadro disastroso ereditato dalla precedente gestione targata Rosario Crocetta. Quella fase, segnata da emergenze continue e da una visione prevalentemente assistenziale, è stata progressivamente superata attraverso un piano strutturato capace di coniugare la crescita industriale con la tutela del tessuto sociale.

L’impalcatura finanziaria ed economica messa a punto a Palermo ha mobilitato ingenti risorse, trasferendo al sistema produttivo e alle famiglie una massa di liquidità straordinaria tramite il braccio operativo finanziario di Irfis FinSicilia. Non si tratta di interventi estemporanei o di sussidi distribuiti a pioggia, bensì di un disegno organico che ha saputo agire da potente moltiplicatore per il mercato del lavoro, i consumi e le nuove iniziative imprenditoriali. I finanziamenti destinati alle aziende si sono indirizzati verso settori chiave come la ricettività turistica, i distretti industriali e le nuove realtà d’impresa, affiancati da agevolazioni tese a favorire il rientro dei lavoratori e l’abbattimento del cuneo fiscale.

Contemporaneamente, l’esecutivo si è occupato delle fragilità della popolazione, proteggendo le famiglie dall’aumento dei costi energetici e dai rincari dei tassi di interesse che hanno gravato sulle spese quotidiane e sulla gestione dei mutui della casa. Un welfare moderno e reattivo che ha sostenuto pure il percorso formativo degli studenti universitari, consentendo loro di investire nel proprio futuro all’interno del territorio di origine.

Un elemento centrale di questa rinascita risiede nella drastica riduzione della burocrazia. L’efficientamento della Commissione per le autorizzazioni ambientali ha consentito di smaltire in pochi anni migliaia di pratiche ferme nei cassetti, spalancando le porte a una massa imponente di capitali privati attirati da regole certe e da tempi di attesa finalmente sostenibili. La rapidità nel rilascio delle autorizzazioni ha trasformato l’isola in un polo d’attrazione economico, in grado di generare nuova ricchezza e un incremento sensibile dei contributi fiscali al bilancio pubblico.

Nonostante l’evidenza di una crescita certificata dal costante aumento dell’occupazione e delle entrate, la narrazione portata avanti dalle forze di opposizione continua a rifugiarsi in argomentazioni figlie della demagogia e di ricostruzioni prive di aderenza con la realtà dei fatti. Di fronte a questo scenario, la coalizione di centrodestra non dovrebbe permettere che tali mistificazioni prendano spazio nel dibattito pubblico. Limitarsi a snocciolare dati e percentuali sui successi ottenuti, sebbene inconfutabili, non risulta sufficiente per rivendicare appieno la portata della svolta impressa al territorio. Risulta necessario difendere e spiegare la portata di questo modello d’amministrazione in ogni sede politica e socioculturale.

Il lavoro svolto da quasi un decennio a questa parte ha dimostrato come la buona politica e la visione d’insieme possano scardinare pregiudizi storici sulla presunta inefficienza delle istituzioni locali. Quanto realizzato negli ultimi anni rappresenta una pagina di riscatto amministrativo rilevante, di fatto un modello virtuoso di gestione della cosa pubblica.

Ovviamente non sono solo rose e fiori e alcuni limiti di governo possono essere ecrtamente evidenziati, ma la verità è che nessuno può realisticamente contestare gli straordinari passi avanti fatti sul terreno del Pil, dell’occupazione e del risanamento dei conti.

E appare francamente incredibile che tra chi nega gli straordinari passi avanti di questo governo vi siano anche personaggi che sono stati assessori, come Anthony Barbagallo e Antonello Cracolici, del Governo Crocetta, indubbiamente il peggior governo della storia della Regione senza possibilità di confronto.

Manca ancora più di un anno alla conclusione naturale della corrente legislatura e il quadro politico resta in piena evoluzione. Non vi sono ancora certezze su quale sarà lo scenario futuro, se la coalizione deciderà di ricandidare il presidente uscente per un secondo mandato o se la responsabilità della guida dell’isola verrà affidata ad altre personalità. Ciò che appare fuori da ogni discussione è che le fondamenta gettate in questa stagione lasciano un’eredità solida, fatta di una burocrazia snellita, attrattività ritrovata e un’impostazione strategica destinata ad assicurare stabilità, occupazione e benessere al popolo siciliano anche negli anni a venire.