FLOP DEL CORTEO NO PONTE A MESSINA

di Rino Piscitello

Avevano aderito al corteo la Cgil e l’Unione sindacale di Base, la LegAmbiente e Italia Nostra, il Pd, il Movimento 5 Stelle, Avs, Controcorrente e un numero enorme di associazioni e comitati di tutti i tipi. A giudicare da tutte le organizzazioni aderenti sarebbero dovuti essere alcune migliaia. E alla fine erano invece appena cinquecento persone. Un fallimento clamoroso. Molti meno della manifestazione dei favorevoli alla realizzazione del Ponte del 28 marzo scorso.

Si potrebbe dire che più le parole d’ordine si fanno estreme e meno gente partecipa ai cortei. Questa volta la richiesta era la chiusura immediata della società Ponte dello Stretto spa. Non si capisce bene a chi la chiedevano essendo che al governo ci sono quelli che invece ovviamente ci tengono a tenerla aperta.

Come da tradizione il numero di bandiere sovrastava quello dei partecipanti e gli slogan erano tutti contro i governi Meloni e Schifani.

Sembrava un corteo degli anni ’70 e con l’eccezione di alcuni (pochi) giovani anche i partecipanti sembravano gli stessi.

Incredibile è che non si rassegnino al fatto che il Ponte verrà costruito e che, se questo non dovesse avvenire perchè un governo espressione delle forze contrarie vincesse le elezioni, i soldi ormai stanziati per il Ponte quasi non basterebbero a pagare le penali che lo Stato sarebbe costretto a pagare in caso di revoca dell’appalto.

Un corteo composto soprattutto da siciliani e calabresi testardamente impegnati contro lo sviluppo della Sicilia e della Calabria.

Nemici di un Mezzogiorno che vuole crescere e alleati di un Nord che vorrebbe che le opere pubbliche al Sud non si facessero mai.

Sono quelli dei No a tutto: No al Ponte, No alla Tav, No al Mose (ma ora che è stato costruito non parlano più), No a qualsiasi infrastruttura necessaria allo sviluppo.

Fosse per loro saremmo ancora nel Medioevo.

Il fatto che gli elettori abbia dato a Roma e a Palermo la maggioranza al centrodestra che aveva nel programma elettorale la realizzazione del Ponte per loro non vuol dire nulla. Loro pensano di avere ragione e che gli elettori abbiano torto.

L’unica nota positiva è che sembra che i violenti (che l’anno scorso si erano scontrati con la polizia) quest’anno abbiano deciso di andare in vacanza. Non sappiamo quanto durerà, ma sempre meglio di niente.