IL GIALLO DI NOEMI, SUICIDIO SEMPRE MENO CREDIBILE

di Antonino Piscitello

Proseguono le indagini sulla morte di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata senza vita la notte di domenica 23 agosto all’interno della sua abitazione in via Circumvallazione a Riposto, nel Catanese.

La dinamica di quanto accaduto nelle ultime ore di vita della giovane madre resta al centro degli accertamenti condotti dai carabinieri e coordinati dalla Procura di Catania, che mantengono aperto il fascicolo per omicidio. L’unico iscritto nel registro degli indagati è l’amico Tony Proietto, il quale continua a professarsi estraneo ai fatti.

Una svolta nel quadro temporale emerge dall’edizione di oggi del quotidiano La Sicilia, che riporta una testimonianza inedita. Una giovane cameriera, vicina di casa di Noemi, ha riferito agli inquirenti di aver visto la donna viva e serena la mattina di sabato 22 agosto, intorno alle 9:00. La testimone ha raccontato di essersi incrociata con la vittima davanti all’uscio di casa, dove Noemi l’ha salutata sorridendo. La stessa testimone ha inoltre segnalato un frequente andirivieni di persone non residenti nella zona, attive anche in orari notturni nei pressi dell’abitazione della donna.

Questa ricostruzione ridisegna la cronologia rispetto alle dichiarazioni rese dal Proietto. L’uomo aveva sostenuto che i primi segnali di allarme risalivano alle 4:30 di venerdì 21 agosto, quando Noemi lo avrebbe contattato in videochiamata annunciando propositi suicidi. Proietto ha dichiarato di essere entrato nell’abitazione intorno alle 2:00 di notte tra sabato e domenica, scoprendo il corpo impiccato a un tubo della cucina, per poi fuggire in preda al panico prima che divampasse il rogo attorno alle 4:00 del mattino.

Dal punto di vista dell’analisi comportamentale, la circostanza che la donna sia stata vista sorridente poche ore prima del decesso non costituisce di per sé un elemento che permetta di escludere in modo automatico il suicidio. La convinzione che lo stato depressivo o la sofferenza interiore si manifestino esclusivamente attraverso il pianto o un atteggiamento sempre triste e cupo risponde a una visione superata della psicologia. Molte persone in situazioni di grave disagio emotivo riescono a mantenere un’apparenza serena ed empatica, a volte quasi gioiosa, nelle interazioni sociali di tutti i giorni.

Tuttavia, gli elementi di carattere medico-legale orientano le indagini verso scenari differenti. L’avvocato Angelo Patanè, legale della madre della vittima, ha formalizzato la nomina di un consulente informatico e di un nuovo medico legale per esaminare i dispositivi tecnologici e i riscontri autoptici. Dai rilievi scientifici è emerso un dato fondamentale: la trachea di Noemi era priva di tracce di fumo e fuliggine. Questo elemento conferma che la donna era già morta nel momento in cui è stato appiccato l’incendio, avvalorando l’ipotesi che il rogo sia stato appiccato successivamente da terzi per cancellare tracce o depistare gli investigatori.

Lungi da noi qualsiasi intento di far gossip o spettacolizzare una vicenda drammatica, ma l’esame obiettivo dei fatti evidenzia che mancano ancora tasselli fondamentali e che diverse circostanze non tornano del tutto. Adesso saranno gli accertamenti forensi sui telefoni cellulari e l’analisi incrociata dei rilievi scientifici degli investigatori gli unici elementi possibili per stabilire l’esatta dinamica della morte di Noemi Impellizzeri e, si spera, per ottenere giustizia.