La Commissione regionale antimafia ha approvato un dettagliato documento di verifica sulle attività interne della Servizi Ausiliari Sicilia (Sas), la realtà in house di maggior peso strutturale fra quelle controllate dall’amministrazione dell’isola. La convergenza trasversale e unanime registrata in sede di votazione finale, giunta dopo le difficoltà tecniche legate alla mancanza del numero legale nelle trascorse sedute, segna un passaggio istituzionale rilevante che sposta ufficialmente l’intera questione sul piano degli accertamenti giudiziari ed erariali.
Il documento d’inchiesta traccia una linea netta sulle gestioni operative della società a partecipazione pubblica, ponendo in evidenza un reticolato di scelte amministrative che l’organismo parlamentare definisce apertamente insostenibili. Il presidente della Commissione, Antonello Cracolici, si è attivato per la trasmissione immediata degli atti alla Procura della Repubblica, alla Corte dei conti, all’Anac (Agenzia nazionale anticorruzione), all’Inps e all’Agenzia delle entrate.
La Servizi Ausiliari Sicilia rappresenta il braccio operativo fondamentale per la macchina amministrativa dell’isola. Con un bacino occupazionale che supera le tremila unità lavorative, la società gestisce l’erogazione di servizi strumentali primari, spaziando dal supporto informatico alla custodia dei beni dell’amministrazione, dalla gestione delle strutture sanitarie fino alle mansioni di ausilio all’interno dei vari assessorati regionali. Proprio in virtù della sua imponente mole contabile e del volume di personale impiegato, l’ente ha da sempre costituito un nodo delicatissimo negli equilibri tra gestione della spesa pubblica e governance territoriale.
Al centro delle indagini parlamentari figura Mauro Pantò, il Presidente del Consiglio d’Amministrazione dal gennaio 2023, dimessosi lo scorso marzo dopo le tensioni nate attorno alle condotte contabili e gestionali. Legato alla Democrazia Cristiana dell’ex governatore Salvatore Cuffaro, per la quale si era candidato alle regionali prima di ottenere la guida della Sas, Pantò si è successivamente avvicinato al movimento Sud chiama Nord di Cateno De Luca.
Nel mirino del gruppo d’indagine sono finite in primo luogo le dinamiche di reclutamento destinate ai lavoratori inseriti nelle liste protette. L’ispezione parlamentare fa notare le anomale e frequenti coincidenze formali tra gli individui selezionati e vari ambiti di vicinanza familiare con figure del mondo politico, sollevando riserve sulle metodologie adottate durante i percorsi d’accesso alla struttura.
Un capitolo particolarmente denso è rappresentato dai contenziosi giudiziari risolti attraverso l’uso di procedure transattive. La relazione mette in rilievo la tendenza a siglare accordi conciliativi eccessivamente sbilanciati rispetto agli interessi dell’ente pubblico. Il quadro ricostruito dagli ispettori riporta casi in cui la società avrebbe accettato intese eccezionalmente onerose anche di fronte a posizioni processuali del tutto favorevoli o già confermate in sede di appello. In una circostanza emblematica, l’accordo negoziale ha visto il riconoscimento al lavoratore di somme altissime (640mila euro) divise tra competenze retributive e ristori esenti da tassazione, operazione giudicata dagli approfondimenti dell’organismo di controllo come immotivatamente generosa.
Alle transazioni d’ammontare rilevante si affiancano i costi sostenuti per le collaborazioni professionali esterne. Stando a quanto riportato nella relazione, nel periodo compreso tra il 2021 e il 2025 l’ente ha distribuito oltre duecento incarichi per patrocini legali, generando un impegno di spesa complessivo di oltre novecentomila euro. Un’ulteriore sezione della verifica evidenzia l’attribuzione frequente di consulenze specialistiche a soggetti terzi in ambiti operativi che risultano già coperti e strutturati all’interno delle piante organiche dell’ente.
Negli ultimi mesi le redini dell’amministrazione della Servizi Ausiliari Sicilia sono state prese in carico da un comitato di gestione straordinario guidato da Alessandro Virgara, dottore commercialista e consulente del Tribunale di Palermo, nonché coadiutore dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità. È tuttavia in itinere la nomina del nuovo presidente che guiderà la società nel prossimo futuro.
Con il formale deposito delle carte presso gli uffici inquirenti di Palermo e le istituzioni nazionali di vigilanza, l’intera vicenda si sposta adesso sul binario dei riscontri di rilevanza penale ed erariale. L’avvio delle attività d’ispezione da parte delle procure determinerà probabilmente l’apertura di specifici fascicoli d’indagine rivolti a verificare se nei comportamenti contabili ed esecutivi siano ravvisabili fattispecie di danno alla finanza pubblica, reati contro la pubblica amministrazione o irregolarità nelle procedure tributarie ed espositive dei bilanci. Spetterà ai magistrati e ai periti erariali stabilire eventuali responsabilità individuali per l’uso dei fondi aziendali della partecipata.