L’ONOREVOLE LA VARDERA NUOVO MERCANTE DEL TEMPIO?

di TAPERI

Miracolo a Palermo. L’onorevole Ismaele La Vardera, ormai vecchio politico ed ex iena dalla diretta facile, ha deciso che le beghe di palazzo non gli bastano più. Per lanciare la sua corsa alla Presidenza della Regione Siciliana, il “nuovo Crocetta” ha pensato bene di pescare direttamente dalle Sacre Scritture, stampando su manifesti (di fatto elettorali e già pronti con un anno di anticipo) uno slogan quantomeno pretenzioso: “Fuori i mercanti dal tempio”. E sotto, a scanso di equivoci, la firma: “Ismaele Presidente”. Solo il nome, come si usava in Galilea un paio di millenni or sono.

Siamo di fronte a un episodio di blasfemia da campagna elettorale o, semplicemente, siamo noi che abbiamo la sensazione, di certo errata, di assistere al primo caso documentato di delirio di onnipotenza a mezzo affissione comunale o social? Tuttavia non possiamo fare a meno di temere che la prossima diretta inizi con un solenne: “In verità, in verità vi dico”.

Dirette social trasformate in veri e propri sermoni digitali rilasciati non dalle sponde del lago di Tiberiade, ma dalle spiagge di Mondello, sostituendo i pescatori di Galilea con follower in caccia di un selfie. In questa sua parabola politica, non ci stupiremmo se riuscisse a trasformare l’acqua in zammù, considerando che è persino riuscito nell’impresa di moltiplicare i suoi seguaci, convertendo fedeli di ogni credo politico e strappando pecorelle smarrite (sarebbe meglio definirli transfughi) ad altri partiti nel tentativo di arruolare fino a dodici deputati. Finora è arrivato a tre, ma siamo certi che non smetterà di provarci.

Il vero prodigio, tuttavia, risiede nella sua totale e incontaminata inutilità politica. L’onorevole La Vardera rappresenta l’incarnazione perfetta del politico contemplativo: non fa assolutamente nulla, se non sfornare proclami e avviare streaming in cui il vuoto cosmico viene impacchettato con fare profetico. Le sue dirette sono capolavori di fuffa metafisica, un luogo dello spirito dove si parla per ore senza dire letteralmente nulla, mantenendo però la gravità di chi sta pronunciando il Discorso della Montagna al popolo eletto.

Tra un’invettiva contro i potenti e una benedizione alla fotocamera dello smartphone, la sensazione è che il vero miracolo sarebbe vedergli produrre una sola proposta concreta. Ma d’altronde, i profeti non lavorano: ispirano. E noi, da umili peccatori, restiamo in contemplazione ad aspettare che l’onorevole Ismaele trasformi la demagogia in qualcosa di tangibile.

Intanto, in attesa delle prime guarigioni (sigh), lanciamo un appello accorato: se qualcuno davvero bravo volesse finalmente occuparsene farebbe un’opera di carità cristiana decisamente utile, prima che all’onorevole per raccattare voti non venga in mente persino di lavare i piedi a tutti i suoi seguaci.

Questo il manifesto realizzato da La Vardera sfruttando le Sacre Scritture