MINARDO SCUOTE IL CENTRODESTRA: «SERVE CAMBIARE»

di Redazione

Una fredda analisi, una riflessione pesante. È così che Nino Minardo scuote il centrodestra in Sicilia e apre un fronte sul futuro politico della coalizione che guida la Regione. Nel corso di un incontro a porte chiuse convocato a Palermo con i vertici provinciali del suo partito, il commissario regionale di Forza Italia ha preso la parola rompendo il silenzio che si era creato all’interno della maggioranza a seguito degli ultimi sviluppi giudiziari, culminati nella richiesta di arresto per corruzione nei confronti di Gaetano Armao, avvocato ed ex vertice della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali, dimessosi dall’incarico di consigliere giuridico del presidente della Regione Renato Schifani.

Con toni chiari, Minardo ha ribadito la linea del partito evitando di entrare nel merito delle vicende giudiziarie personali: “Siamo garantisti, sempre e comunque, e non entriamo nel merito delle singole vicende. Ma la politica non può far finta di nulla”. Per difendere la credibilità delle istituzioni e proteggere il lavoro svolto nel corso dell’attuale legislatura, Minardo ha indicato la necessità indilazionabile di un gesto di responsabilità politica, chiedendo “un cambiamento netto e la costruzione di una proposta politica completamente nuova”.

Un cambio di passo rivolto prioritariamente al proprio partito, che deve essere capace di aprirsi maggiormente alle energie della società civile, ai giovani, al mondo delle professioni, dell’impresa e del terzo settore. È stato lo stesso Minardo che in secondo momento ha precisato che i suoi rilievi erano focalizzati sulla riorganizzazione e sullo slancio del partito e non sulla compagine di governo, anche se gli addetti ai lavori hanno inteso altro.

Questa presa di posizione affronta un nodo politico di primaria importanza. La spinta al rinnovamento invocata da Minardo non può certo mettere in discussione i risultati eccezionali raggiunti dal governo guidato da Renato Schifani, sui piani dello sviluppo economico, dall’attrazione degli investimenti e dalle importanti riforme approvate dall’Assemblea Regionale, ma non deve essere in alcun modo sottovalutata..

Le vicende giudiziarie di alcuni, costantemente citate dalla sinistra nel tentativo di deviare l’attenzione dell’elettorato, appartengono al campo giudiziario e faranno il loro corso. La coalizione di centrodestra deve considerarsi parte lesa di tali vicende, alcune delle quali peraltro ancora tutte da verificare. Nondimeno, l’analisi del commissario azzurro coglie nel segno: è infatti impensabile affrontare un lungo anno di campagna elettorale presentandosi privi di carica emotiva, slancio ideale ed entusiasmo contagioso, e senza che l’elettorato percepisca un reale rinnovamento.

Accanto al tema motivazionale, emerge ancora una volta e con forza la questione della comunicazione. Finora la coalizione di centrodestra ha mostrato una marcata difficoltà nello sdoganare, veicolare e far conoscere adeguatamente i traguardi raggiunti, fallendo nell’affermare una narrazione efficace sia nei territori dell’isola sia a livello regionale.

Senza una strategia comunicativa capace di valorizzare le concrete realizzazioni dell’esecutivo e senza una scossa politica, il centrodestra rischia di disperdere il proprio patrimonio di governo proprio al momento di raccoglierne i frutti.