Marcello Reito è morto negli uffici della Polizia nelle prime ore del 4 ottobre scorso stroncato da un improvviso e drammatico malore. Il quarantunenne, figura già nota alle forze dell’ordine per diversi precedenti giudiziari, è deceduto intorno alle quattro e trenta del mattino negli uffici della sezione Volanti in via San Giuseppe La Rena a Catania, poco dopo essere stato bloccato al termine di un concitato inseguimento lungo le vie cittadine.
La vicenda ha preso il via quando una pattuglia impegnata nei consueti controlli del territorio ha intimato l’alt allo scooter su cui viaggiava l’uomo. Reito ha preferito non fermarsi, dando vita a una fuga a tutta velocità tra le strade del centro. L’inseguimento si è snodato attraverso varie arterie urbane, tra cui via Pietro Mascagni, zona dove successivamente gli specialisti della Scientifica hanno effettuato accurati e prolungati rilievi per ricostruire la dinamica esatta dei fatti e rilevare ogni elemento utile alle indagini. La corsa del ciclomotore si è conclusa con il blocco del conducente da parte degli agenti, che lo hanno poi scortato nei locali della Questura per completare le procedure d’identificazione e gli accertamenti formali.
È proprio durante l’espletamento di queste pratiche che la situazione è precipitata. Stando alla prima ricostruzione fornita dalla Questura, il quarantunenne ha accusato un grave malessere fisico. I poliziotti presenti hanno prontamente avviato le manovre di primo soccorso, richiedendo l’intervento immediato dei sanitari del 118. Nonostante la tempestività delle cure e i tentativi di rianimazione effettuati dal personale medico giunto sul posto, per l’uomo non c’è stato nulla da fare e il suo cuore ha smesso di battere all’interno della struttura di polizia.
Il caso è ora al vaglio della Procura di Catania, guidata da Francesco Curcio, che ha affidato gli approfondimenti investigativi alla Squadra Mobile mantenendo riserbo sui dettagli. Nelle prossime ore l’autorità giudiziaria conferirà l’incarico per l’esame autoptico che dovrà stabilire le cause del decesso e chiarire se vi sia una correlazione tra la fuga, le fasi dell’arresto e l’arresto cardiaco. Per consentire la partecipazione alle operazioni peritali con propri legali e consulenti di parte, è prevista l’iscrizione nel registro degli indagati dei poliziotti che hanno condotto l’arresto e assistito l’uomo nei suoi ultimi istanti.