La manovra che piace ai produttori e l’ostilità dei commentatori

L’Ars ha approvato ieri mattina una legge di variazione di bilancio di un miliardo e quattrocento milioni che dà respiro alla nostra isola, eroga contributi alle categorie in difficoltà, dai produttori di grano, all’agricoltura in generale, agli autotrasportatori, ai pescatori, e così via. Assicura il finanziamento totale a chi ha fatto investimenti nella Zes. Tutte le associazioni di categoria hanno espresso un giudizio positivo. Si conferma l’andamento positivo dell’economia siciliana e gli straordinari risultati in termini di risanamento del bilancio. Eppure la narrazione dominante di stampa e ceto politico d’opposizione disegna tinte fosche. Abbiamo la sensazione chiara che poteri fortissimi mal sopportano il rilancio dell’isola.
Notiziario La Nazione Siciliana del 23 ottobre 2026
La geniale intuizione dei fondi territoriali

Uno degli esempi più chiari della campagna anti siciliana in atto riguarda il Fondo di iniziative territoriali inserito nella manovra. Si tratta di un’intuizione straordinaria che certamente verrà copiata in altri contesti. Decine e decine di interventi di media entità nel territorio che la Regione realizzerà su proposta dei parlamentari regionali e che i municipi non sarebbero mai riusciti a realizzare. Interventi tutti di notevole importanza (Impianti sportivi, rifacimento di strade, ristrutturazione di edifici, e così via) che cambieranno il volto di molti comuni (250 su 390). Li hanno chiamati mancette; una palese menzogna che evidentemente qualcuno ha interesse a diffondere.
Notiziario La Nazione Siciliana del 23 ottobre 2026
Schifani: si vota a fine 2027

Parlando ieri ad un convegno di Confindustria a Taormina, il Presidente Schifani, come avevamo ampiamente previsto, ha ricordato che il Governo ha ancora un anno intero davanti a sé e che quindi la scadenza naturale della legislatura è a ottobre 2027. Ha lanciato un segnale chiaro a tutti i sostenitori della destabilizzazione, interni ed esterni ai palazzi della politica. Questo governo e le sue politiche espansive e di sviluppo in Sicilia ha quindi intenzione di lavorare fino all’ultimo. L’intento appare rafforzato dal fatto che anche a Roma la Meloni appare sempre più convinta di non anticipare la fine della legislatura.
Notiziario La Nazione Siciliana del 23 ottobre 2026
La Vardera vuole portare la democrazia in procura

L’onorevole La Vardera, leader di “Controcorrente”, irritato dal fatto che la maggioranza all’Ars si fosse compattata e superasse agevolmente i voti segreti e l’atteggiamento ostruzionistico dell’opposizione, ha minacciato di portare in Procura gli atti del dibattito e in particolare quelli sui fondi territoriali. Non sappiamo se si tratti di ignoranza o di protervia. Vorremmo però ricordare che l’Assemblea Regionale Siciliana è un organo costituzionale, e i deputati regionali non possono essere perseguiti o chiamati a rispondere per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Si chiama democrazia e la democrazia non si minaccia.
Notiziario La Nazione Siciliana del 23 ottobre 2026
Liste d’attesa, problema da affrontare

Secondo l’Agenas, agenzia nazionale per i servizi sanitari, nei primi nove mesi del 2026, la Sicilia è tra le regioni peggiori relativamente alle liste d’attesa in sanità. Quello che appare più grave è che, mentre nel resto d’Italia la situazione è in miglioramento, nell’isola appare in, seppur lieve, peggioramento. Sono dati di una agenzia pubblica, quindi difficilmente smentibili. Ci aspettiamo un’immediata spiegazione da parte del Governo regionale. A fronte dei risultati eccellenti della Sicilia in molti campi, riteniamo che occorra subito affrontare le difficoltà della sanità pubblica con tutte le forze e le risorse possibili senza guardare in faccia nessuno.
Notiziario La Nazione Siciliana del 23 ottobre 2026
Il Catania Calcio riacquista il suo celebre logo

Una città è soprattutto la sua identità e la sua identità è fatta anche di simboli. Ieri il Catania Calcio, e con esso il capoluogo etneo, ha ripreso un pezzo della sua identità riacquistando il suo celebre logo, il simbolo che ha accompagnato generazioni di tifosi – il pallone, l’elefante e lo scudetto. Il marchio storico è stato aggiudicato per 250.000 euro al termine di un’asta telematica. La società ha sottolineato in una nota che «il simbolo che unisce generazioni rossazzurre apparterrà nuovamente al Catania, che onorerà sempre la sua storia».