FORUM AMBROSETTI: L’ECONOMIA SICILIANA CORRE

di Redazione

Il Forum Ambrosetti ha fotografato una Sicilia in forte accelerazione, protagonista di una svolta strutturale che la colloca ai vertici dello sviluppo economico nazionale. Al Castello Utveggio di Palermo, nel corso della quarta edizione dell’Act Tank Sicilia – la piattaforma lanciata da TEHA Group con l’obiettivo di definire azioni concrete per dare un impulso alla crescita della Regione – i dati presentati hanno tracciato la traiettoria di un’Isola capacissima di superare la media del Paese, registrando un incremento del prodotto interno lordo pari al 9,3% nel quinquennio compreso tra il 2019 e il 2024 contro il 5,8 per cento della media italiana.

Questo valore, calcolato in termini reali, posiziona la Sicilia al primo posto in Italia per dinamismo post-pandemico. Un risultato netto e tangibile, confermato anche dall’andamento del solo 2024, anno in cui la ricchezza prodotta nell’Isola ha raggiunto quota 111,7 miliardi di euro, facendo registrare un’espansione dell’1,8% contro la media nazionale che si è fermata allo 0,7%.

L’azione amministrativa e la visione programmatica guidata dal presidente della Regione, Renato Schifani, hanno impresso una svolta fondamentale per la tenuta e il rilancio del tessuto produttivo locale. L’operato dell’esecutivo regionale ha puntato con decisione sul rigore finanziario e sul recupero della credibilità istituzionale, fattori che hanno trasformato il territorio in una meta attrattiva per i grandi gruppi industriali e per gli investitori internazionali. L’approvazione del rendiconto 2025 con un risultato di amministrazione cresciuto fino a oltre sette miliardi di euro dimostra la solidità di un percorso di risanamento finanziario che non ha paralizzato gli interventi sul territorio, ma ha anzi sbloccato risorse preziose per le imprese e il lavoro.

I benefici di questo cambio di marcia si riflettono in maniera diretta sul mercato del lavoro, dove tra il 2019 e il 2025 si è assistito a un balzo del tasso di occupazione del 14,9%, la crescita più marcata registrata tra le regioni italiane. A spingere il sistema sono i comparti ad alto valore aggiunto, a partire dal settore industriale, le cui prestazioni complessive indicano un incremento del valore aggiunto pari al 39,3%. Un impulso determinante arriva anche dal settore della meccatronica e delle tecnologie digitali, che oggi vale 2,6 miliardi di euro ed è protagonista di iniziative ad altissimo impatto strategico, tra cui la realizzazione del Silicon Carbide Campus di STMicroelectronics a Catania, un piano di investimenti da cinque miliardi destinato a generare migliaia di nuovi posti di lavoro qualificati.

L’Isola sta dimostrando una leadership indiscussa anche nei settori tradizionali e nelle infrastrutture logistiche ed energetiche. La Sicilia si è affermata come il primo polo nazionale per il traffico di merci nei porti, raggiungendo gli 82,6 milioni di tonnellate movimentate, e mantiene una posizione di primissimo piano nel turismo crocieristico e nella movimentazione passeggeri negli scali aeroportuali di Catania e Palermo. Nel settore primario e nella Blue Economy, la presenza di oltre 124 mila addetti nell’agroalimentare e il primato per estensione della superficie coltivata a vite confermano la centralità delle filiere tradizionali, affiancate da una transizione ecologica concretizzata dal secondo posto in Italia per potenza eolica installata e dal potenziamento delle interconnessioni energetiche nel Mediterraneo.

L’efficacia della governance regionale trova conferma anche nell’impiego dei fondi europei e nazionali. L’utilizzo virtuoso delle risorse del ciclo di programmazione comunitaria e la tempestività nella spesa del Fondo per lo sviluppo e la coesione vedono la Regione al vertice nazionale per volume di impegni e pagamenti. Gli strumenti introdotti, come la Super Zes e le garanzie sul credito a supporto di oltre diecimila aziende locali, hanno offerto una risposta concreta alla stretta creditizia, trasformando le risorse finanziarie in cantieri aperti, infrastrutture e opportunità lavorative dirette.

In questo scenario di rilancio restano ancora aperte sfide complesse, a partire dall’esigenza di incrementare l’occupazione femminile, di contrastare la dispersione dei giovani e la migrazione degli studenti universitari. Tuttavia, la combinazione tra conti pubblici finalmente in equilibrio, politiche di incentivo alla crescita e l’attrazione di mega-progetti tecnologici traccia una via ben definita. Sotto la spinta delle riforme e della programmazione strategica del governo regionale, la Sicilia ha smesso di rincorrere il resto del Paese per diventare uno dei motori trainanti dell’economia italiana e una piattaforma di sviluppo fondamentale nel bacino del Mediterraneo.