Il presidente della Regione Renato Schifani apre il fronte del rigore finanziario nella sanità, e minaccia la decadenza dei direttori generali delle aziende che “sgarrano” sui bilanci. La nuova rotta di Palazzo d’Orléans punta a mettere alle strette i vertici della salute pubblica nell’Isola, ponendo un freno deciso alle perdite e rimettendo al centro la sostenibilità economica delle strutture.
Una presa di posizione netta, formalizzata con un atto indirizzato ai vertici del dipartimento della Pianificazione strategica e all’assessorato alla Salute, affinché vengano avviate tempestivamente le procedure di contestazione verso le figure manageriali che non riusciranno a far quadrare i conti della propria gestione aziendale.
Alla base della stretta governativa ci sono i numeri emersi dalle rilevazioni e inseriti nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale per il triennio 2027-2029. Le stime contabili elaborate sulla base dei prospetti trasmessi dalle singole aziende mostrano per il 2026 una previsione di disavanzo complessivo che tocca i 650 milioni di euro. Uno squilibrio finanziario che il piano di contenimento coordinato dall’amministrazione regionale intende ricondurre entro un tetto massimo di circa 400 milioni di euro, garantendo così il rispetto delle soglie di equilibrio stabilite dai parametri nazionali.
“Gli obiettivi assegnati sono impegni precisi e ciascun manager sarà chiamato a rispondere del proprio operato”, ha affermato con chiarezza il presidente della Regione Siciliana, evidenziando come la tutela della salute pubblica debba necessariamente coniugarsi con l’efficienza nell’impiego del denaro della collettività. Sulla stessa linea si posiziona la risposta dell’assessorato competente, pronto ad applicare le sanzioni e le procedure previste dalle norme regionali in materia di rimozione dei vertici inadempienti.
Sulla questione è intervenuto direttamente l’assessore Marcello Caruso: “Concordo pienamente con il presidente Schifani sull’assoluta necessità che le risorse finanziarie destinate alla sanità siano gestite con rigore e siano finalizzate alla massima efficienza dell’assistenza agli utenti”. Per conoscere la mappa dettagliata degli enti in disavanzo occorrerà attendere la metà di novembre, quando l’esame dei consuntivi del terzo trimestre consentirà agli uffici regionali di quantificare le singole perdite e gli enti che le hanno generate. Subito dopo potranno essere avviate le formali contestazioni e gli eventuali provvedimenti.