Il commissario regionale del Partito Democratico Giuseppe Provenzano stecca la prima, finendo per inciampare in una controversia che si è ritorta contro lo stesso Pd. L’ex ministro per il Sud, insediatosi alla guida del partito isolano dopo la gestione Barbagallo, prima di lanciarsi in un attacco frontale contro i fondi territoriali approvati dall’Assemblea Regionale Siciliana all’interno della manovra di assestamento di bilancio avrebbe fatto meglio a studiare la pratica o quantomeno informarsi sulle reali dinamiche di distribuzione delle risorse. La richiesta avanzata da Provenzano al governo guidato da Giorgia Meloni di impugnare la norma si basava infatti su presupposti errati.
Il Fondo interventi territoriali rappresenta una leva finanziaria fondamentale da ben 194 milioni di euro, ideata per erogare liquidità immediata alle amministrazioni locali e finanziare interventi di riqualificazione, impianti sportivi, opere viarie e patrimonio culturale. Anziché penalizzare il territorio, il provvedimento consegna risorse vitali da cantierare in tempi rapidi.
La tesi delle presunte preferenze di palazzo — che la sinistra si ostina a chiamare “mancette” — crolla inoltre di fronte all’evidenza dei dati: il contributo raggiunge ben 322 enti locali su un totale di 391 Comuni siciliani. Tra i beneficiari figurano anche diversi municipi amministrati dalla sinistra, a dimostrazione del fatto che gli amministratori di quei comuni hanno fatto richiesta dei fondi, che i parlamentari di maggioranza non si sono opposti all’erogazione di risorse verso territori guidati dall’opposizione al governo regionale e che gli stessi parlamentari di minoranza hanno lavorato per incanalare finanziamenti verso i propri territori.
Il quadro si completa con il meccanismo di salvaguardia inserito nel testo di legge. Un apposito comma garantisce il principio di massima flessibilità e copertura territoriale e prevede che il 5 per cento dell’intero fondo, pari a circa 9,7 milioni di euro, venga destinato in modo esclusivo ai Comuni rimasti esclusi dalla prima ripartizione. Ciascuna di queste amministrazioni potrà presentare un progetto e accedere a un budget stimato di circa 167 mila euro. Il paradosso è che questa quota perequativa potrebbe persino garantire ai 69 comuni esclusi una somma superiore a quella ottenuta da molti Comuni inseriti nell’elenco principale.
Sul fronte operativo, l’assessorato alle Infrastrutture ha fissato scadenze congrue per la realizzazione dei lavori: i fondi stanziati nelle variazioni di bilancio potranno essere impiegati e rendicontati con margine fino a ottobre 2027, sventando il rischio di corse contro il tempo o di perdita delle somme stanziate.
Di fronte a un simile scenario, il commissario inviato da Elly Schlein farebbe bene a dedicare più tempo e attenzione allo studio delle questioni prima di lanciarsi lancia in resta in battaglie senza senso; in caso contrario, farebbe meglio a riprendere quanto prima l’aereo che lo ha portato da Roma sull’isola.