21 Ottobre, 2021
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Basket: Johnson e Floyd trascinano l’Orlandina, battuta Orzinuovi

L’Orlandina torna alla vittoria e lo fa offrendo una prestazione sontuosa contro Orzinuovi. Al PalaFantozzi finisce 90-65 in favore dei paladini, che salgono così a quota 20 in classifica, uscendo temporaneamente dalla zona play-out, in attesa che si completi il tabellone di giornate e che si giochino le partite da recuperare.

Coach Sodini può finalmente sorridere per una gara dominata senza patemi di sorta. Partenza rush per Capo d’Orlando, che chiude il primo quarto addirittura sul +16, che diventa +24 all’intervallo lungo. Gli ospiti provano una reazione al rientro, ma non è sufficiente contro lo strapotere offensivo dei siciliani.

Oltre ai 46 punti in due per Floyd e Johnson (rispettivamente 26 e 20), 11 punti per Gay e 10 per Taflaj, mentre chiude in doppia doppia Moretti, con 10 punti e 10 rimbalzi.

I biancoazzurri torneranno in campo il 7 aprile alle 13:30, per l’ultimo impegno della prima fase del torneo, ospitando Bergamo al PalaFantozzi.

LE PAROLE DI MARCO SODINI (ORLANDINA)

“I nostri ragazzi sono stati davvero bravi quest’oggi, ma c’è una considerazione che voglio fare per quanto riguarda il campionato – dichiara Marco Sodini -. Orzinuovi negli ultimi 18 giorni ha giocato ben 6 partite. Quando ci siamo incontrati all’andata, eravamo seconda contro terza ed erano le due squadre che giocavano il miglior basket della Serie A2″.

“Adesso le condizioni con cui i nostri ragazzi si trovano a confrontarsi ogni giorno – sottolinea il tecnico dell’Orlandina –, non sono quelle di un campionato che possa essere valutato in maniera obiettiva. Può succedere, oggi è successo a loro, contro Torino a noi, che i ragazzi non abbiano le energie per affrontare alcune partite”.

“Le strutture, i telai delle formazioni di Serie A2 non possono sostenere una stagione gestita in questa maniera. E questo deve fare riflettere molto. Esiste una equità competitiva, ma esiste anche un’equità etica: il fatto di avere rispetto per questi ragazzi”.

“Dunque a partire da questo, oltre a fare i complimenti ai ragazzi, la questione deve essere: ci stiamo davvero interrogando su quello che è necessario per salvaguardare il movimento in un momento così difficile?”.

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