Amarcord Pantalica 1981, la vittoria di Prim dopo la fuga di Carmelo Barone

di Valentino Sucato

A poche ore dall’avvenuta presentazione della Grande Partenza del 107° Giro d’Italia, vogliamo ricordare il Trofeo Pantalica, la gara ciclistica siciliana che faceva da apripista ai pretendenti alla maglia rosa.

L’attesa

Correva l’anno 1981 e il Trofeo Pantalica, come sempre, misurava le forze in campo in vista delle grandi classiche del Nord e per chi non vi andava era un’ occasione per allenare le gambe in vista del Giro d’Italia. C’erano i grandi del ciclismo italiano e soprattutto quel Saronni e quel Moser che in quel periodo erano al massimo dell’ intensità del loro antagonismo. Saronni, il Pantalica, lo aveva vinto l’anno prima (1980) ma anche nel 1977 e nel 1978, Moser nel 1977. Insomma il piatto prelibato degli organizzatori era ben servito ai tifosi dell’ uno e dell’ altro divisi come ai tempi di Coppi e Bartali e di Merckx e Gimondi. Quella edizione che aveva il traguardo a Solarino passerà alla storia come “quella dei fischi”. Si, proprio così. Finì tra i fischi la trasferta siciliana di Francesco Moser e Giuseppe Saronni, ancora una volta troppo rivali e soprattutto troppo incollati uno all’altro. Moser si ritirò a quattro chilometri dal traguardo mentre Saronni giunse fino in fondo con un ritardo di 11’15”, in tempo utile per beccarsi una furibonda bordata di fischi e di urla da parte delle migliaia di persone giunte da ogni angolo della Sicilia per assistere alla vittoria di uno dei due.

La corsa

La vittoria andò a Tommy Prim che bruciò sul traguardo il compagno di fuga Vladimiro Panizza, grande protagonista del finale e tra i promotori principali della fuga che ha risolse quell’ edizione del Trofeo Pantalica. Si deve soprattutto a Panizza, a Beccia e a Bortolotto se dopo 110 km di monotonia si sono smosse le acque formandosi un gruppo di 16 corridori, tra i quali, oltre ai nominati Panizza e Prim, c’erano Battaglin, Bortolotto, il siciliano Barone, Vandi che passerà alla storia come l’eterno secondo del Giro dell’ Appennino. Tra i sedici c’è accordo, dietro Moser e Saronni rinunciano ad inseguire manifestando in maniera chiara di non avere nessuna intenzione di rincorrere. Entrambi spiegarono a fine gara che la presenza di alcuni loro gregari nel gruppo di fuggitivi e quindi il dovere di proteggere la loro azione. Troppo poco vero per crederci. Tra i battistrada c’era l’avolese Carmelo Barone, il beniamino di casa, ha voluto regalare ai propri compaesani la bella illusione di una vittoria solitaria, rimanendo in testa da solo per una decina di chilometri. Il tempo necessario per esaltare il pubblico locale. Ai -18 fu ripreso e subito dopo ebbe inizio il contrattacco, l’azione di Panizza e Prim, quando mancavano esattamente 16 km al traguardo. I due hanno guadagnato rapidamente terreno. Lo svedese già tra i dilettanti si era distinto per azioni di questo tipo in prossimità del traguardo, mettendo a profitto la sua grande potenza e risultando un vero finisseur. Panizza per un certo tempo ha accarezzato l’idea di vincere questa corsa, ma quando ha visto Prim partire con decisione a 200 metri dal traguardo ha perso ogni speranza. “Avrei dovuto spingerlo a partire ancora prima- ha detto Panizza – forse sarei riuscito a rimontarlo. Per poco non lo battevo lo stesso”. ” Io non ho mai avuto – ha detto il vincitore Prim – dubbi sulla possibilità  di battere Panizza, caso mai temevo il ritorno degli inseguitori”. Che però non sono mai arrivati. Moser, visto inutile ogni inseguimento, quando mancavano 4 km al traguardo ha infilato la strada che portava all’albergo assieme ad alcuni gregari. Saronni, rimasto nel gruppo, è giunto con 11′ 15″ di ritardo, in mezzo ad una piazza straordinariamente affollata da gente che non nutriva certamente sentimenti di simpatia nei suoi confronti e nei confronti di Moser. Quando infatti il pubblico ha individuato nel gruppo dei ritardatari la maglia tricolore di Saronni ha iniziato a lanciare bordate di fischi.

ORDINE D’ARRIVO

1. Tommy Prim, 158 km in 4 ore 46’18”, media km 37,303; 2) Panizza s.t.; 3) Contini a 22″; 4) Bortolotto, s.t. 5) Wolfer, s.t.; 6. Minetti, s.t. ; 7. Battaglin, s.t.; 8. Vandi, s.t.; 9. Pozzi, s.t.; 10. Aliverti s.t.. Il gruppo è giunto a 11’15”