Trapani 1905, Confermati 7 Punti di Penalizzazione e Inibizione per Antonini

di Redazione

La Corte Federale d’Appello,  ha depositato le motivazioni relative ai reclami incrociati della Procura Federale e dell’F.C. Trapani 1905. Il verdetto conferma la linea dura del Tribunale Federale Nazionale: il club granata resta sanzionato con 7 punti di penalizzazione e il suo vertice, Valerio Antonini, subisce 4 mesi di inibizione.

Ma la sentenza del 20 febbraio 2026 passerà alla storia del diritto sportivo soprattutto per la durissima censura mossa nei confronti della nuova Commissione di controllo governativa.

Il verdetto sportivo: Penalizzazione e Inibizioni

La Corte ha riunito i reclami n. 0104 (Procura) e n. 0105 (Trapani), confermando integralmente le sanzioni di primo grado irrogate il 19 gennaio 2026.

Le sanzioni confermate:

F.C. Trapani 1905 S.r.l.: 7 punti di penalizzazione in classifica (da scontare nella stagione 2025/2026) ed euro 6.500,00 di ammenda.

Valerio Antonini (Amministratore Unico): 4 mesi di inibizione e 1.500€ di ammenda.

Vito Giacalone (Procuratore): 4 mesi di inibizione e 1.500€ di ammenda.

Andrea Oddo (Procuratore): 16 mesi di inibizione e 1.500€ di ammenda.

Salvatore Castiglione (Sindaco Unico): 12 mesi di inibizione.

Il nodo Giuridico: L’attacco alla Commissione Governativa

In un passaggio di straordinaria rilevanza, la Corte solleva dubbi sulla legittimità costituzionale dell’organismo che ha sostituito la Co.Vi.So.C. (istituito con il DL 71/2024).

Secondo i giudici, il trasferimento del controllo economico-finanziario delle società di calcio a una Commissione di nomina governativa lede il principio di autonomia dell’ordinamento sportivo garantito dagli articoli 2, 18, 118 e dal nuovo ultimo comma dell’Articolo 33 della Costituzione. La Corte avverte: l’ingerenza dello Stato in associazioni private (le federazioni) potrebbe spingere gli organismi internazionali (FIFA e UEFA) ad adottare provvedimenti sanzionatori contro l’Italia per violazione dell’indipendenza sportiva.

Il “Capo A” annullato per carenza di difesa

Nonostante la conferma della penalizzazione, la Corte ha dato ragione al Trapani su un punto procedurale fondamentale: la nullità dell’incolpazione relativa ai pagamenti dei tesserati (circa 70.000 euro totali tra emolumenti e incentivi all’esodo).

Perché l’accusa è caduta?

La Procura non ha indicato i nominativi dei 24 tesserati (per gli emolumenti) e degli 11 tesserati (per gli incentivi) che non sarebbero stati pagati.

La Corte ha stabilito che la difesa non può essere “indovinata” dall’incolpato: se l’accusa è generica, il processo è nullo.

Viene criticato il “memorandum riepilogativo” della Commissione governativa, definito lacunoso e privo di quella specificità necessaria per un giusto processo.

I motivi della condanna: INPS e Agenzia delle Entrate

Il Trapani resta però condannato per le violazioni fiscali e previdenziali (Capo B), considerate provate “per tabulas”.

Contributi INPS (agosto 2025): Il debito di 206.183€ non risultava versato alla scadenza del 16 ottobre 2025. La difesa sosteneva di aver avviato una rateizzazione, ma la Corte ha rilevato che l’istanza di ottobre era stata rigettata dall’ente previdenziale il 20 ottobre. Una nuova rateizzazione concessa a dicembre non ha valore retroattivo sui termini federali.

Debiti Agenzia delle Entrate (135.450€): La Corte ha respinto l’eccezione di ne bis in idem. Anche se il Trapani era già stato sanzionato in precedenza per gli stessi debiti, la norma (Art. 85 NOIF) punisce il permanere dell’inadempimento a ogni nuova scadenza federale.

Conti Correnti Non Dedicati: È emerso che pagamenti per oltre 830.000€ sono stati effettuati tramite conti correnti della controllante Sport Invest S.r.l. o personali di Valerio Antonini, violando l’obbligo di utilizzare esclusivamente il conto corrente dedicato della società F.C. Trapani 1905.

Conclusioni e Prospettive

La sentenza rappresenta una vittoria parziale per l’avvocato difensore, che è riuscito a far dichiarare nulla una parte delle accuse, ma conferma un quadro di criticità finanziaria che costa carissimo alla squadra in termini di classifica.

Per Valerio Antonini, che ha invocato la buona fede citando una truffa subita dal cosiddetto “Gruppo Alfieri”, la Corte è stata irremovibile: le scadenze federali sono perentorie e la responsabilità oggettiva e diretta dei vertici non ammette deroghe legate a vicende esterne non provate.

Cosa succede ora? Il Trapani ha 30 giorni per ricorrere al Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI, l’ultimo grado di giustizia sportiva, che potrà però giudicare solo per eventuali vizi di legittimità della sentenza.