Giro 26, oggi tappa elvetica: dopo il giorno di riposo si riparte con un arrivo in salita
Ciclismo26 Maggio 2026 - 06:53
Dopo l’ultimo giorno di riposo, il Giro d’Italia 2026 riparte dalla Svizzera con una delle frazioni più insidiose e potenzialmente decisive dell’intera terza settimana. La carovana rosa lascia Bellinzona per raggiungere Carì al termine di appena 113 chilometri, ma con ben 3.000 metri di dislivello.
Tappa corta ma dura
Una tappa corta solamente in termini chilometrici: in realtà si tratta di una frazione che richiede tanta attenzione un concentrato di fatica, ritmo che potrebbe determinare uno stravolgimento della classifica generale.
Il ritorno sulle strade alpine del Canton Ticino riporta immediatamente alla memoria pagine storiche della corsa rosa. Le vallate svizzere, soprattutto quelle legate all’asse del San Gottardo, hanno spesso ospitato passaggi cruciali del Giro, diventando terreno ideale per attacchi da lontano e giornate epiche. Qui il ciclismo cambia volto: spariscono le grandi pianure e torna il regno degli scalatori, della gestione dello sforzo e delle crisi improvvise.
Dopo la sosta come risponderanno i leader?
La sedicesima tappa arriva in uno dei momenti più delicati della corsa. Il martedì successivo al giorno di riposo è tradizionalmente imprevedibile: c’è chi recupera energie preziose e chi, al contrario, fatica a ritrovare il ritmo gara. Per questo motivo la frazione Bellinzona–Carì potrebbe trasformarsi immediatamente in una resa dei conti tra gli uomini di classifica.
Un percorso breve ma spietato
La prima parte di tappa sarà apparentemente più morbida con circa 27 chilometri di graduale salita prima dell’ingresso nel circuito centrale. Ma sarà solo un’illusione. Da lì in avanti inizierà una lunga battaglia fatta di continui cambi di ritmo.
Il cuore della frazione è infatti rappresentato da un circuito di 22 chilometri da ripetere due volte. Un tratto logorante, studiato per consumare progressivamente gregari e uomini di supporto.
Le salite
La salita di Torre, pur classificata come GPM di terza categoria, sarà già sufficiente per mettere pressione alle squadre: quasi cinque chilometri con pendenze irregolari e punte vicine al 9%.
Subito dopo arriverà il primo vero spartiacque della giornata: la salita di Leontica. Breve ma violentissima, con tre chilometri all’8,5% medio e una sequenza di tornanti che potrebbero trasformarsi nel primo terreno d’attacco per le squadre più aggressive. Ripetere due volte questo circuito significherà accumulare fatica nelle gambe molto prima dell’ascesa conclusiva.
Quando il gruppo lascerà il circuito, la corsa entrerà nella valle del San Gottardo seguendo il corso del Ticino. Sarà l’ultimo momento relativamente tranquillo della giornata, anche se la strada continuerà lentamente a salire verso Faido.
Da lì inizierà la scalata finale verso Carì: quasi 12 chilometri di ascesa continua, con pendenze costantemente severe e tratti che toccheranno il 13% nell’ultimo chilometro. Una salita senza respiro, capace di scavare distacchi importanti soprattutto dopo una giornata corsa ad alta intensità.
La montagna può decidere il Giro
L’impressione è che questa tappa possa segnare un punto di svolta nella classifica generale. A questo punto della corsa non sarà più possibile nascondersi: chi sogna la maglia rosa dovrà attaccare o difendersi apertamente.
Tappa per Vingegaard?
Il grande favorito resta Jonas Vingegaard. Il danese ha già dimostrato di essere il più forte in salita e l’arrivo di Carì sembra disegnato sulle sue caratteristiche: ritmo costante, accelerazioni devastanti e capacità di fare differenza sulle pendenze più dure. Una nuova vittoria potrebbe avvicinarlo definitivamente al trionfo finale.
Ma dietro di lui la lotta per il podio è apertissima. Giulio Pellizzari rappresenta una delle sorprese più interessanti di questo Giro e potrebbe trovare proprio sulle montagne ticinesi il terreno ideale per confermarsi. Attenzione anche a Felix Gall, apparso brillante nelle ultime salite, anche se la terza settimana spesso presenta il conto a chi ha speso molto nelle prime due.
Restano in agguato corridori esperti e resistenti come Jai Hindley, Thymen Arensman e Ben O’Connor, mentre eventuali fughe da lontano potrebbero favorire uomini di esperienza e fondo come Damiano Caruso o Giulio Ciccone.
Gli orari della sedicesima tappa
La partenza da Bellinzona è prevista alle ore 14:00. L’arrivo a Carì è stimato intorno alle 17:14, considerando una velocità media di circa 35 km/h. Come sempre, gli orari potrebbero variare in base all’andamento della corsa e alle condizioni meteo.
La sensazione è che il Giro entri finalmente nella sua fase più spettacolare. Le montagne svizzere non concedono tregua e la salita di Carì potrebbe lasciare segni profondi sulla classifica generale. Dopo il riposo, il tempo delle strategie prudenti sembra ormai finito: da qui in avanti ogni attacco può valere il Giro.
Classifica generale
1 VINGEGAARD Jonas Team Visma | Lease a Bike
2 EULÁLIO Afonso Bahrain – Victorious 2:26
3 GALL Felix Decathlon CMA CGM Team 2:50
4 ARENSMAN Thymen Netcompany INEOS 3:03
5 HINDLEY Jai Red Bull – BORA – hansgrohe 3:43
6 PELLIZZARI Giulio Red Bull – BORA – hansgrohe 4:22
7 STORER Michael Tudor Pro Cycling Team 4:46
8 O’CONNOR Ben Team Jayco AlUla 5:22
9 GEE-WEST Derek Lidl – Trek 5:41
10 PIGANZOLI Davide Team Visma | Lease a Bike 6:13