I Bastardi di Scoglio, visita al rinnovato Celeste e tante emozioni
Calcio06 Giugno 2026 - 22:09
Venerdì sera la cena in un noto locale della litoranea, poi sabato mattina a Palazzo Zanca, dove sono stati ricevuti dal sindaco Federico Basile e da Massimo Finocchiaro, quindi la visita al rinnovato “Giovanni Celeste”, il mitico stadio che ha fatto da teatro a campionati indimenticabili. Sei “bastardi di Scoglio”, Peppe Catalano, Antonio Bellopede, Enrico Venditelli, Vincenzo Di Palma, Carmelo Mancuso e Romolo Rossi, i protagonisti dell’attesa “reunion” a Messina, per celebrare i 40 anni dalla storica promozione in B del 1986. Insieme a loro c’era Tobias Scoglio, il figlio del “Professore”, tecnico di quella meravigliosa squadra che negli anni Ottanta fece sognare in riva allo Stretto un intero popolo. L’evento, su tre giorni, è stato organizzato dall’imprenditore messinese Niki Patti. Domenica sarà l’occasione per una visita al cimitero, alle tombe del dottor Filippo Ricciardi, del massaggiatore Ciccio Currò e del giornalista Mino Licordari, tre icone dell’epoca.
Tra ricordi e nostalgia
Peppe Catalano era visibilmente emozionato. Classe sopraffina e prodezze d’autore (contro Monopoli e Taranto i gol più belli), il numero 10 di quel Messina era uno degli elementi cardine di un gruppo capace di grandi imprese: “Entrare in questo stadio, che è stato nostro per quattro anni e dove abbiamo scritto una pagina di storia del calcio messinese, è qualcosa di incredibile. La pelle d’oca è tanta. Lo stadio era strapieno, si era creato questo connubio straordinario tra squadra, società, allenatore e città. Scoglio per me era come un padre. Noi ci abbiamo messo del nostro e siamo riusciti ad ottenere dei buoni risultati, dando tutto per quella maglia e i colori giallorossi. Adesso che lo stanno rimettendo a nuovo speriamo che qui al Celeste possa rinascere anche il Messina per arrivare ai traguardi che merita”. Con il compianto Totò Schillaci, l’uomo copertina di quel Messina, aveva un feeling naturale in campo e fuori: “Che Totò potesse arrivare in Nazionale ed essere il capocannoniere dei Mondiali forse non se lo sarebbe mai aspettato nemmeno lui. Immaginavo, però, che avesse le qualità giuste per provare a diventarlo, essendo in quegli anni uno dei più forti attaccanti italiani. Dopo i 23 gol a Messina con Zeman è andato alla Juventus e lì ha potuto dimostrare il suo valore. Totò era un ragazzo fantastico, un fratello per me, abbiamo condiviso tanto insieme”. “Appena uscivi dal sottopassaggio e mettevi il piede in campo era una cosa impressionante. Lo stadio era tutto stracolmo, non si trovavano più posti, qui abbiamo vissuto emozioni uniche. Il Celeste ci dava 10-15 punti in più a campionato” spiega l’ex centrocampista Enrico Venditelli. Brillano gli occhi anche a Carmelo Mancuso, che ha poi provato la soddisfazione del trasferimento al Milan: “L’emozione è tanta. Ho debuttato al Celeste a 16 anni, in un stadio pieno, con la folla che urlava al gol di Mondello su rigore. Vincemmo quel campionato e fu il trampolino di lancio sia per me che per Schillaci. Quello che mi ha dato il Celeste è accaduto in pochi stadi”.
Nuovo Celeste, manto in sintetico e 5.000 posti
L’impianto di via Oreto era andato in soffitta nel 2004, dopo la promozione in A raggiunta sotto la presidenza Franza con il conseguente passaggio al San Filippo, oggi intitolato a Franco Scoglio. Una breve riapertura (per il Città di Messina nel 2012), quindi la successiva chiusura e il necessario restyling degli ultimi tempi. Il direttore dei lavori, l’ingegnere Francesco Mento, con grande orgoglio, ha presentato il nuovo “Celeste”, illustrando le varie zone. Il manto in sintetico ha rimpiazzato la tradizionale erba naturale, le panchine sono adesso sotto la Gradinata. E poi la palestra, gli spogliatoi e gli impianti interni, realizzati ex novo. Sotto la Tribuna è stata ricavata una vetrata che si affaccia sul campo: l’area accoglierà un punto ristoro. Potrà ospitare la serie D, con la capienza attuale di 5.000 posti, in attesa di altri interventi. “Non c’era modo migliore – spiega il sindaco rieletto, Federico Basile – per riaprire le porte del Celeste rinato come stadio e centro sportivo polifunzionale con il rinnovato campo in erba sintetica. Un tuffo nelle emozioni di una famiglia, prima ancora che di una squadra. Con i “Bastardi” di Scoglio, lo storico gruppo di calciatori che ha scritto alcune delle pagine più belle del calcio messinese, abbiamo rivissuto ricordi, passioni e un senso di appartenenza che non si è mai spento. Loro hanno conosciuto un Celeste capace di ribollire di entusiasmo e di amore per questi colori. È quella passione che Messina merita di ritrovare. Tra nostalgia e orgoglio, con lo sguardo rivolto al riscatto della città e del suo calcio”.