Doping Schwazer, la reazione di Abodi, il ministro chiede chiarezza sul nuovo caso
Atletica leggera23 Giugno 2026 - 20:46
Il nuovo polverone doping che ha travolto Alex Schwazer scuote anche i vertici della politica sportiva italiana. Sulla clamorosa positività del marciatore altoatesino è intervenuto direttamente il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a margine dell’evento “Bando Oratori 2026” svoltosi in Senato.
Il ministro non ha nascosto la propria perplessità di fronte all’ennesimo capitolo di una saga infinita: «Sono spiazzato perché non riesco a comprendere. Non avendo avuto modo di avere qualche informazione diretta, mi fermo su questa prima reazione perché sarei inopportuno. Credo che di fronte ad una situazione di questo tipo così grave, dopo i precedenti, si ha bisogno di qualche certezza in più, che non può essere limitata alla lettura delle agenzie».
La nota ufficiale della NADA: sospensione e denuncia penale
I contorni dell’infrazione si sono fatti decisamente più nitidi dopo la presa di posizione della NADA, l’Agenzia Nazionale Antidoping tedesca, che ha avviato ufficialmente un procedimento disciplinare nei confronti di Schwazer per “una possibile violazione delle norme antidoping”.
L’ente tedesco ha già imposto una sospensione temporanea immediata all’atleta e, muovendosi sul binario della legislazione locale, ha presentato una denuncia formale alla procura competente ai sensi della severissima legge antidoping tedesca. Secondo quanto dettagliato dalla NADA, il controllo risale allo scorso 26 aprile, giorno in cui Schwazer ha corso e firmato il miglior tempo europeo stagionale nella maratona di marcia ai Campionati Tedeschi: la positività all’EPO (eritropoietina) è stata riscontrata in modo inequivocabile sia nelle urine che nel sangue del marciatore.
Il nuovo polverone doping che ha travolto Alex Schwazer scuote anche i vertici della politica sportiva italiana. Sulla clamorosa positività del marciatore altoatesino è intervenuto direttamente il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a margine dell’evento “Bando Oratori 2026” svoltosi in Senato.
Il ministro non ha nascosto la propria perplessità di fronte all’ennesimo capitolo di una saga infinita: «Sono spiazzato perché non riesco a comprendere. Non avendo avuto modo di avere qualche informazione diretta, mi fermo su questa prima reazione perché sarei inopportuno. Credo che di fronte ad una situazione di questo tipo così grave, dopo i precedenti, si ha bisogno di qualche certezza in più, che non può essere limitata alla lettura delle agenzie».
La nota ufficiale della NADA: sospensione e denuncia penale
I contorni dell’infrazione si sono fatti decisamente più nitidi dopo la presa di posizione della NADA, l’Agenzia Nazionale Antidoping tedesca, che ha avviato ufficialmente un procedimento disciplinare nei confronti di Schwazer per “una possibile violazione delle norme antidoping”.
L’ente tedesco ha già imposto una sospensione temporanea immediata all’atleta e, muovendosi sul binario della legislazione locale, ha presentato una denuncia formale alla procura competente ai sensi della severissima legge antidoping tedesca. Secondo quanto dettagliato dalla NADA, il controllo risale allo scorso 26 aprile, giorno in cui Schwazer ha corso e firmato il miglior tempo europeo stagionale nella maratona di marcia ai Campionati Tedeschi: la positività all’EPO (eritropoietina) è stata riscontrata in modo inequivocabile sia nelle urine che nel sangue del marciatore.
Il rischio della radiazione e la linea della difesa
Trattandosi della terza violazione della sua carriera – dopo lo stop del 2012 prima di Londra e la controversa squalifica del 2016 che gli ha negato Rio –, per il quarantunenne altoatesino si profila lo spettro della radiazione sportiva, a cui si sommano ora le possibili ripercussioni sul piano penale a seguito della denuncia presentata dall’organo tedesco alla procura competente.
La reazione dell’atleta è stata di totale rottura rispetto alle lunghe battaglie legali del passato: Schwazer ha infatti dichiarato di non voler più combattere per dimostrare la propria innocenza. Il marciatore chiederà l’analisi del campione B solo a patto che venga esaminata in parallelo anche la cosiddetta “provetta C”, un campione di urina attualmente custodito dal suo storico tecnico Sandro Donati. Nel frattempo, l’atletica azzurra resta immobile e sbigottita.