Volley – Diario VNL Azzurre | La calma di Fantasia, le risposte di Velasco: così l’Italia ha trovato la sua direzione
In evidenza26 Giugno 2026 - 19:33
Dopo la sconfitta contro gli Stati Uniti, il telecronista Rai Marco Fantasia ha invitato a non trasformare una giornata negativa in un processo. Ventiquattro ore dopo, il 3-0 al Giappone e le parole di Julio Velasco hanno confermato che la seconda settimana di Volleyball Nations League è stata molto più di un bilancio di vittorie e sconfitte: è stata il momento in cui il laboratorio azzurro ha iniziato a restituire le prime risposte
PALERMO – “Fa già troppo caldo per agitarsi, lasciamole lavorare“.
In una Volleyball Nations League dove ogni partita sembra destinata a produrre sentenze immediate, è stato il post pubblicato su Instagram dal telecronista Rai Marco Fantasia a offrire la lettura più equilibrata della seconda settimana azzurra.
La sconfitta per 3-0 contro gli Stati Uniti aveva inevitabilmente acceso dubbi e critiche. Fantasia, invece, ha scelto un’altra strada: ricordare che questa Italia non è stata costruita per arrivare pronta a giugno, ma per presentarsi nelle migliori condizioni agli appuntamenti che contano davvero. Ha invitato a non dimenticare il senso di questa fase della stagione: sperimentare, osservare, far crescere un gruppo giovane e raccogliere indicazioni tecniche prima del rientro delle titolari.
Un invito alla pazienza che, appena ventiquattro ore più tardi, ha trovato una risposta direttamente sul campo.

Il telecronista RAI, Marco Fantasia, con il trofeo mondiale vinto dalla Nazionale azzurra lo scorso 7 settembre a Bangkok
La sconfitta che insegna
Contro gli Stati Uniti l’Italia ha conosciuto la seconda battuta d’arresto della propria VNL, cedendo 3-0 al termine di una gara nella quale le americane hanno meritato il successo, soprattutto per solidità e continuità.
Il primo set, perso ai vantaggi (25-27), ha lasciato il rimpianto più grande. Le azzurre erano riuscite a rientrare nel finale, avevano costruito anche un set point, senza però trovare il colpo decisivo. Dal secondo parziale in avanti gli Stati Uniti hanno imposto maggiore qualità in tutti i fondamentali, costringendo la squadra di Julio Velasco ad inseguire.
Sarah Fahr ha parlato senza cercare attenuanti: “Ci sono tanti aspetti su cui dobbiamo lavorare per affrontare questo tipo di squadre“. Sulla stessa linea anche capitan Carlotta Cambi, che ha riconosciuto la superiorità delle avversarie in ricezione, attacco e muro-difesa.
Parole importanti perché descrivono esattamente ciò che questa VNL rappresenta: un percorso di costruzione, non ancora un punto di arrivo.

Carlotta Cambi e Sarah Fahr durante il match perso con gli USA
Il Giappone restituisce certezze
Le grandi squadre, però, si riconoscono soprattutto dalla capacità di reagire.
L’Italia lo ha fatto nel modo migliore possibile, superando il Giappone 3-0 nell’ultima gara della Pool 5 di Pasig City e chiudendo la settimana con tre vittorie e una sola sconfitta, lo stesso bilancio già ottenuto a Brasilia.
Contro una formazione fino a quel momento imbattuta, le azzurre hanno ritrovato ciò che serviva. Hanno ricevuto meglio, difeso e giocato una pallavolo aggressiva, senza lasciare mai davvero alle giapponesi il controllo dell’incontro.
È stata la risposta migliore anche al ragionamento di Fantasia: il valore di un gruppo si misura nella capacità di trasformare una battuta d’arresto in un passo avanti.

Velasco chiude il laboratorio di Antropova
La notizia più significativa, però, è arrivata dopo il match.
Contro il Giappone Ekaterina Antropova è tornata a giocare nel suo ruolo naturale di opposta, una scelta che ha immediatamente restituito maggiore equilibrio all’attacco azzurro. Nel dopogara, Julio Velasco ha spiegato il senso di quella decisione, annunciando ufficialmente la conclusione dell’esperimento che nelle prime settimane l’aveva vista impiegata da schiacciatrice di posto 4.
“Oggi l’abbiamo rimessa nel suo ruolo naturale e credo che i risultati si siano visti. Il nostro gioco funziona meglio. L’esperimento di Antropova in posto quattro è da ritenersi chiuso. Per noi Kate è troppo importante come opposto“.
Parole che non suonano come una sconfessione, ma come la naturale conclusione di un percorso di verifica. Il test è servito proprio a questo: raccogliere dati, osservare soluzioni, comprendere quale assetto offra il miglior equilibrio alla squadra.
Velasco, senza rinnegare l’idea rivoluzionaria di partenza, l’ha semplicemente valutata fino in fondo.

Julio Velasco con Eleonora Fersino
La risposta di Kate
La stessa Antropova ha confermato la maturità con cui ha vissuto questa fase.
“Resto a disposizione della squadra e pronta ad eseguire quello che mi verrà chiesto“, ha spiegato l’opposta azzurra, evitando qualsiasi lettura personale della vicenda.
Poi ha spostato subito l’attenzione sul gruppo: “Sono contenta di aver chiuso così questa tappa di VNL. Le ragazze più giovani hanno potuto vivere un’esperienza straordinaria davanti a un palazzetto pieno. Dopo la sconfitta con gli Stati Uniti siamo state brave ad azzerare tutto. In queste competizioni non c’è tempo per pensare alla partita precedente“.
Una dichiarazione che racconta bene lo spirito con cui questo gruppo sta affrontando l’estate.

Julio Velasco e Kate Antropova
Sei vittorie e un gruppo che avanza
La seconda settimana di Pasig City si è così conclusa con tre successi – Repubblica Ceca, Serbia e Giappone – e il solo passo falso contro gli Stati Uniti.
L’Italia è rientrata in patria con un bilancio complessivo di sei vittorie e due sconfitte, terza nella classifica generale alle spalle di Stati Uniti e Brasile e con la qualificazione alle Finals di Macao ormai a un passo.
Nel frattempo è già iniziata una nuova fase del lavoro. A Cervia Julio Velasco ha ritrovato il gruppo per preparare l’ultima settimana intercontinentale di Hong Kong, dove rientreranno gradualmente anche Alessia Orro, Myriam Sylla e Paola Egonu, oltre ad Anna Danesi già presente fin dal primo giorno di raduno.
Il laboratorio, in fondo, ha prodotto ciò che doveva produrre.
Ha fatto crescere Stella Nervini, ha restituito Sarah Fahr alla Nazionale, ha regalato minuti ed esperienza a Josephina Obossa, ha verificato nuove soluzioni tattiche e ha dato a Velasco risposte preziose su cui costruire la seconda parte dell’estate.
Per questo, rileggendo oggi le parole di Marco Fantasia, sembrano ancora più attuali.
La calma predicata non serviva a minimizzare la sconfitta, ma a restituirle il suo posto dentro un percorso più ampio. Ed è esattamente ciò che questa Italia, in due settimane di Volleyball Nations League, ha dimostrato di meritare.

Da sinistra: Sarah Fahr, Merit Adigwe e Kate Antropova