Siracusa guida la mobilità del futuro, l’Archimede Solar Car sfida l’Europa con le batterie al sale

di Redazione

Il futuro dell’automotive sostenibile parte dalle aule scolastiche della Sicilia e punta ai circuiti d’Europa. La squadra di studenti e ricercatori dell’Istituto Tecnico Industriale “Enrico Fermi” di Siracusa, sotto l’egida dell’Associazione Futuro Solare, si appresta a testare in pista l’affidabilità della nuova versione della Archimede Solar Car. La vettura a energia solare sarà equipaggiata con un’innovazione rivoluzionaria: le batterie agli ioni di sodio, comunemente note come “batterie al sale”.

Dopo i brillanti traguardi raggiunti in Australia, il team siracusano scommette su un sistema di stoccaggio energetico di ultima generazione. Il sodio rappresenta un’alternativa strategica ed ecologica al litio: è ampiamente disponibile in natura (soprattutto nei territori del Mezzogiorno), riduce la dipendenza dalle filiere di approvvigionamento estere e garantisce elevate prestazioni anche a basse temperature. Un’opportunità concreta di rilancio per la filiera industriale italiana, sviluppata e testata su strada direttamente dai giovanissimi alunni siracusani.

La sfida di Zolder: 24 ore di endurance per l’iLumen European Solar Challenge

Il banco di prova definitivo per il prototipo siciliano sarà il leggendario Circuito di Zolder, in Belgio. Il 19 e 20 settembre 2026 la squadra prenderà parte all’iLumen European Solar Challenge, una massacrante gara di resistenza della durata di 24 ore.

La competizione non premia la velocità pura, bensì l’efficienza e la gestione strategica delle risorse: a trionfare sarà l’equipaggio capace di ottimizzare l’irraggiamento solare, la carica accumulatori e le energie fisiche dei piloti, mantenendo la vettura in pista sia di giorno sia di notte.

Archimede 2.1: l’evoluzione del prototipo tra tecnologia e didattica

In Belgio farà il suo debutto Archimede 2.1, evoluzione del modello che nel 2023 si era distinto nel continente australiano. La vettura è stata interamente riprogettata:

Meccanica ed elettronica: completamente riviste per garantire massima affidabilità in pista.

Telemetria e gestione energia: architettura aggiornata per monitorare le prestazioni in tempo reale.

Accumulo energetico: introduzione del pacco batterie agli ioni di sodio.

Ciò che rende unico il progetto di Futuro Solare — realtà attiva sul territorio siracusano da vent’anni — è la profonda integrazione con il percorso educativo. La ricerca non si affianca alle lezioni, ma diventa essa stessa strumento didattico. Gli studenti dell’ITI Fermi operano al fianco di ex allievi, volontari e giovani ingegneri, applicando sul campo nozioni avanzate che solitamente si affrontano solo all’università: dai protocolli CAN bus ai materiali compositi, fino all’elettronica applicata e all’accumulo fotovoltaico.

L’iniziativa si sostiene interamente grazie al contributo di donatori, sponsor tecnici e al lavoro volontario dei soci. Le aziende partner forniscono componenti di livello industriale, permettendo ai ragazzi di operare su tecnologie di prim’ordine a costo zero per le famiglie.

Le dichiarazioni

Antonio Ferrarini, Dirigente Scolastico dell’ITI “Enrico Fermi” di Siracusa:

«Sin dai primi vagiti di questa fantastica idea di Futuro Solare, la Comunità scolastica dell’ITI Fermi di Siracusa ne ha abbracciato convintamente l’intero suo impianto. Innovazione, ricerca, scienza, sostenibilità ambientale e grande senso dell’uomo, hanno portato la Comunità scolastica a partecipare con i propri studenti ed i propri docenti. Non c’è esempio formativo più idoneo e coincidente al PECUP di tutti gli indirizzi dell’ITI Fermi del progetto di Futuro Solare. Pertanto il sottoscritto DS del Fermi di Siracusa ringrazia l’intera compagine di Futuro Solare per ciò che ha fatto e che farà in futuro per il benessere dell’uomo nella sua accezione più ampia!»

Oltre il traguardo: un modello per il territorio

La partecipazione alla 24 ore di Zolder rappresenta una tappa fondamentale di un percorso più ampio. Il progetto dimostra come, anche lontano dai tradizionali poli industriali e grazie a una forte sinergia tra scuola, territorio e ricerca, i giovani talenti siciliani possano inserirsi da protagonisti nel panorama scientifico internazionale.

Dida FB