Al via la B, a Palermo domenica arriva la Juve Stabia, occhio alle punture delle “Vespe”

di Valentino Sucato

Parte la Serie B: i rosanero col vento in poppa ospita le Vespe campane.

L’unico punto di riferimento è la Coppa Italia

Archiviato il primo impegno ufficiale della stagione, per Palermo e Juve Stabia è già tempo di pensare al campionato. Le due squadre arriveranno all’appuntamento del Renzo Barbera, domenica 23 agosto alle 21, con stati d’animo decisamente differenti: i rosanero di Filippo Inzaghi forti del 2-0 rifilato al Lecce e della qualificazione ai sedicesimi di Coppa Italia, le Vespe di Pietro De Giorgio chiamate invece a reagire dopo il pesante 4-1 subito a Frosinone.

Palermo bello di Coppa

Il primo turno di Coppa ha offerto indicazioni interessanti anche in vista dell’esordio in Serie B. Il Palermo ha mostrato solidità, intensità e capacità di colpire nei momenti giusti; la Juve Stabia, ancora un cantiere aperto dopo il cambio di allenatore e diversi movimenti di mercato, ha invece evidenziato soprattutto problemi nella fase difensiva.

Guai, però, a considerare scontata la sfida. Negli ultimi anni le Vespe sono diventate un autentico osso duro per il Palermo. Nella scorsa stagione i rosanero hanno raccolto appena un punto nelle due sfide di campionato e ancora più doloroso resta il ricordo della stagione 2024/25, quando la Juve Stabia eliminò la squadra allora allenata da Alessio Dionisi dai playoff di Serie B, mettendo fine al sogno promozione.

A Palermo dopo il 2-0 al Lecce accende l’entusiasmo

Il primo Palermo ufficiale di Inzaghi ha lasciato una buona impressione. Davanti a oltre trentamila spettatori, i rosanero hanno eliminato il Lecce, formazione di Serie A, imponendosi 2-0 grazie alle reti di Dominic Vavassori e Joel Pohjanpalo. Una partita indirizzata già nel primo tempo. Vavassori ha sbloccato il risultato dopo un quarto d’ora, mentre Pohjanpalo ha trovato il raddoppio poco prima dell’intervallo. Nella ripresa il Palermo ha saputo anche soffrire e amministrare, conservando la porta inviolata. Fortin ha mostrato carattere e maturità non lasciandosi condizionare dall’emozione di entrare dopo 5 minuti a causa dell’infortunio di Joronen. Ha trasmesso sicurezza al reparto, facendosi trovare pronto anche e soprattutto nella ripresa. Bene Pierozzi a cui non sono mancate corsa e continuità sulla destra anche con proposizioni nella metà campo avversaria. Peda è una sicurezza nel reparto arretrato, un muro invalicabile. Per Ceccaroni si può dire che la prestazione sia stata ordinata e senza sbavature. Augello ha gestito bene la gara contro avversari di categoria superiore. Da una sua rimessa laterale battuta rapidamente nasce anche l’azione del 2-0. Ranocchia, Palumbo e Segre hanno dato filo da torcere al centrocampo salentino con pressing asfissiante e con ripartenze veloci. Johnsen è stato l’uomo presente in ogni azione d’attacco. Invisibile agli avversari e concreto con un ruolo importante nell’azione del raddoppio. Vavassori è stata la bella sorpresa. Segna il gol che apre la partita e mette continuamente in difficoltà la retroguardia salentina con accelerazioni e attacchi alla profondità. Un debutto ufficiale da ricordare. Pohjanpalo non perdona. Prima sfiora il gol di testa, poi firma il 2-0 con la freddezza del centravanti vero. Il Palermo resta in attesa del “si” del portiere juventino Mattia Perin per sostituire l’infortunato Joronen.

Juve Stabia: a Frosinone poche luci e tante ombre

Di segno opposto il debutto della Juve Stabia. Le Vespe sono state eliminate dopo il 4-1 di Frosinone, con i ciociari avanti addirittura 3-0 già all’intervallo. Kvernadze ha realizzato una doppietta, mentre Cichella e Raimondo hanno completato il poker. Per la Juve Stabia è andato a segno Candellone a inizio ripresa. Il punteggio è severo, ma racconta soprattutto le difficoltà di una formazione ancora in fase di costruzione.

Palermo competitivo, Inzaghi ha una rosa costruita per guardare in alto

Il Palermo si presenta al nuovo campionato con ambizioni importanti e soprattutto con una rosa che offre a Inzaghi diverse alternative. Il tecnico ha impostato il lavoro sul 4-2-3-1, sistema nel quale Pohjanpalo rimane il terminale offensivo principale. Alle sue spalle c’è abbondanza di soluzioni: Johnsen, Palumbo, Vavassori, Strefezza e Le Douaron consentono di cambiare caratteristiche senza necessariamente modificare l’impianto tattico. L’esordio di Vavassori rappresenta una delle indicazioni più interessanti. Velocità, capacità di attaccare gli spazi e aggressività possono aggiungere al Palermo quella profondità necessaria soprattutto contro le squadre che difendono con una linea alta. In mezzo al campo Inzaghi può affidarsi alla qualità di Ranocchia, alla corsa di Segre, ma anche all’esperienza e alle caratteristiche di uomini come Hernani ed Estévez. Anche dietro le alternative non mancano. Pierozzi e Augello garantiscono spinta sulle fasce, mentre al centro il tecnico può contare su diversi elementi esperti.

La prima uscita ha soprattutto confermato un aspetto: il Palermo non dipende esclusivamente da Pohjanpalo. Il finlandese resta il principale riferimento offensivo, ma attorno a lui stanno crescendo giocatori in grado di portare gol, assist e imprevedibilità. L’obiettivo è quello di trasformare una rosa profonda in una squadra capace di trovare continuità. Il successo contro il Lecce rappresenta un ottimo punto di partenza, ma sarà il campionato a misurare realmente le ambizioni dei rosanero.

A Castellammare di Stabia la rivoluzione De Giorgio

La rivoluzione è ancora più evidente a Castellammare. Dopo l’addio di Ignazio Abate, passato al Torino, la Juve Stabia ha scelto Pietro De Giorgio. Per il tecnico calabrese si tratta di un passaggio importante dopo il percorso compiuto al Potenza. De Giorgio porta soprattutto una nuova filosofia tattica. Il 3-5-2, diventato negli anni uno dei marchi di fabbrica delle Vespe, dovrebbe lasciare spazio al 4-3-3. Una trasformazione non banale, perché modifica riferimenti e compiti soprattutto nella fase difensiva. L’idea è quella di mantenere una linea piuttosto alta e accompagnarla con un pressing aggressivo. Il centrocampo a tre diventa il motore della squadra, mentre ai terzini viene richiesto di partecipare con continuità alla fase offensiva. In possesso, De Giorgio vuole partire dal basso ma senza trasformare la manovra in un palleggio fine a sé stesso. Superata la prima pressione avversaria, la ricerca della profondità deve essere immediata. Gli esterni offensivi assumono quindi grande importanza: devono puntare l’uomo, accentrarsi, attaccare gli spazi e contemporaneamente liberare la fascia per le sovrapposizioni dei terzini.

Una Juve Stabia ancora da completare

Il mercato ha inevitabilmente accompagnato questa trasformazione. Tra i giocatori arrivati figurano profili giovani e funzionali al nuovo progetto. Justin Kumi, per esempio, è arrivato in prestito dal Sassuolo, mentre la società ha lavorato anche per aggiungere ulteriori alternative alla rosa. Patanè rappresenta uno degli elementi più intriganti del reparto offensivo: contro il Frosinone ha già mostrato accelerazioni e qualità, oltre all’assist per Candellone. Sulle corsie De Giorgio dispone di elementi con caratteristiche offensive come Ricciardi e Douglas, mentre davanti Candellone resta uno dei riferimenti dello spogliatoio e Caccavo rappresenta un’ulteriore soluzione.

Il quadro rimane comunque quello di un cantiere aperto. La rosa radunatasi a luglio comprendeva ancora numerosi protagonisti del precedente ciclo – tra gli altri Boer, Confente, Baldi, Bellich, Ricciardi, Battistella, Buglio, Pierobon, Candellone e Piscopo – e il lavoro di De Giorgio consiste anche nel riconvertire diversi giocatori a principi tattici differenti. La partita di Frosinone ha mostrato proprio il principale rischio di questo processo: una squadra che vuole difendere più alta e aggredire l’avversario può concedere campo alle proprie spalle quando il pressing non viene effettuato con i tempi corretti. Ed è probabilmente proprio lì che il Palermo cercherà di colpire.

La probabile chiave tattica

Il 4-2-3-1 di Inzaghi si troverà davanti il 4-3-3 di De Giorgio. Se la Juve Stabia confermerà l’intenzione di mantenere il baricentro alto, il Palermo potrebbe cercare con insistenza la profondità. Vavassori ha già dimostrato contro il Lecce di essere particolarmente efficace quando può attaccare gli spazi. Johnsen può muoversi tra le linee, mentre Palumbo può cercare la rifinitura per Pohjanpalo. Dall’altra parte, però, il Palermo dovrà prestare attenzione alla velocità di Patanè e alla capacità di Candellone di lavorare da riferimento centrale. Altro duello fondamentale sarà quello a centrocampo. Segre e Ranocchia potrebbero trovarsi numericamente contro i tre centrocampisti delle Vespe: sarà quindi fondamentale il lavoro senza pallone dei tre uomini alle spalle di Pohjanpalo.

LE PROBABILI FORMAZIONI

PALERMO (4-2-3-1)

Fortin, Pierozzi, Peda, Ceccaroni, Augello, Segre, Ranocchia, Vavassori, Palumbo, Johnsen, Pohjanpalo. All: Filippo Inzaghi.

JUVE STABIA (4-3-3)

Boer, Ricciardi, Baldi, Bellich, Scuderi, Battistella, Buglio, Pierobon, Patanè, Candellone, Piscopo. All: Pietro De Giorgio.

IL BARBERA APRE IL CAMPIONATO

Il punto di partenza sembra favorire il Palermo. Inzaghi arriva all’esordio con una vittoria prestigiosa, una squadra che ha già mostrato una discreta organizzazione e un reparto offensivo nel quale, accanto alla certezza Pohjanpalo, è immediatamente esploso Vavassori. La Juve Stabia arriva invece dopo quattro gol subiti e con un sistema tattico ancora da assimilare. Ma sarebbe un errore confondere le difficoltà di agosto con il reale valore delle Vespe. I precedenti recenti parlano chiaro: la Juve Stabia sa come mettere in difficoltà il Palermo. Per questo il debutto del Barbera rappresenterà molto più di una semplice prima giornata. Per Inzaghi sarà l’occasione per capire se le ottime sensazioni della Coppa possono essere immediatamente trasferite al campionato; per De Giorgio sarà il primo vero esame per verificare la capacità della sua nuova Juve Stabia di reagire alla batosta di Frosinone. Palermo parte con entusiasmo e ambizioni, Juve Stabia con voglia di riscatto. Domenica alle 21 il Barbera darà le prime risposte della nuova Serie B.