Italvolley maschile, Messina vince la sua partita: la grande pallavolo può tornare in Sicilia
In evidenza01 Settembre 2026 - 19:02
Cuba-Brasile chiude la FIPAV Cup Men Elite dopo cinque giorni di pallavolo internazionale sulle due sponde dello Stretto. L’Italia saluta Messina battendo 3-1 i verdeoro davanti a un PalaRescifina sold out. Oltre il campo restano pubblico, visibilità nazionale, strutture e la risposta di un territorio che chiede continuità. Manfredi: “Qui passione e qualcosa di molto bello”. Falzone: “Un grande successo per Messina e per la Sicilia”. Locandro: “La Sicilia ha risposto presente”. Zurro: “Ricaduta positiva sulla città e sul movimento”
Interviste a cura di Alessandra Puglisi & Domenico Abbriano
MESSINA – L’ultimo pallone lo mette a terra Cuba. Il 3-1 dei caraibici sul Brasile chiude la FIPAV Cup Men Elite e consegna agli archivi cinque giorni nei quali lo Stretto è diventato uno dei centri della pallavolo internazionale.
Ma è dalla notte precedente che arriva probabilmente l’immagine destinata a restare.
Un PalaRescifina sold out, 4.100 spettatori sugli spalti e l’Italia di Ferdinando De Giorgi capace di superare 3-1 il Brasile nel centesimo confronto ufficiale tra due delle Nazionali più medagliate al mondo.
È stata l’ultima partita degli azzurri nel torneo. Il modo migliore per salutare Messina prima dell’ultimo tratto di preparazione verso i Campionati Europei, al via il 10 settembre a Napoli.
Adesso che le luci sull’evento si vanno spegnendo una dopo l’altra, i risultati possono lasciare spazio a un’altra domanda.
Che cosa resta a Messina e alla Sicilia di queste giornate di grande volley?
La prima risposta arriva dalle tribune. Il pubblico c’è e ha fame di pallavolo internazionale.

Messina abbraccia l’Italia, poi gli azzurri si prendono il Brasile
Sul campo, Italia-Brasile mantiene le promesse della vigilia.
Ferdinando De Giorgi sceglie Giannelli in regia con Rychlicki opposto, Lavia e Bottolo schiacciatori, Galassi e Sanguinetti al centro e Balaso libero.
Il Brasile del pluridecorato – e una carriera alle spalle da colossal –, Bernardo Rezende (nickname Bernardinho) parte meglio e porta a casa il primo parziale 25-21.
Poi la partita cambia.
L’Italia cresce al servizio e soprattutto trova nel muro uno degli strumenti per togliere progressivamente certezze agli avversari. Nel secondo parziale gli azzurri prendono il comando e Sanguinetti mette la firma sul 25-20 con l’ace che riporta la gara in equilibrio.

Nel terzo l’Italia alza ulteriormente il ritmo. Giannelli spinge dai nove metri, Bottolo e Galassi trovano punti importanti a muro e il Brasile comincia a perdere contatto.
Il 25-18 vale il sorpasso.
A quel punto entra definitivamente in partita anche il PalaRescifina.
Il pubblico accompagna ogni punto dell’Italia e nel quarto set Giannelli e compagni non si voltano più indietro. Costruiscono il proprio margine, lo amministrano con maturità e un altro 25-20 consegna agli azzurri il 3-1.
Nel centesimo confronto ufficiale tra Italia e Brasile, la notte di Messina è azzurra.

Rychlicki chiude con 15 punti, Lavia e Bottolo con 13. Ma uno dei numeri che sintetizza al meglio la prestazione è il 12-2 nel computo dei muri.
Una vittoria che restituisce fiducia e indicazioni importanti a De Giorgi a pochi giorni dall’appuntamento continentale.
Ma quella di Italia-Brasile è stata una notte particolare anche per chi la partita l’ha vissuta sul seggiolone arbitrale. Stefano Cesare ha infatti scelto Messina per dirigere la sua ultima gara prima dell’addio all’arbitraggio attivo, chiudendo sul taraflex del PalaRescifina una lunga carriera internazionale. A condividere con lui l’ultima direzione, il messinese Giovanni Giorgianni.
Al termine dell’incontro, il saluto e il riconoscimento tributato a Cesare hanno accompagnato gli ultimi momenti di una notte già ricca di emozioni.

Il direttore di gara Stefano Cesare. Italia-Brasile è stata la sua “ultima volta”
Quattordici set per capire l’Italia che verrà
Per gli azzurri la FIPAV Cup era cominciata dall’altra parte dello Stretto.
A Reggio Calabria, contro la Germania, l’Italia si era ritrovata dentro una partita fuori da qualsiasi normalità. Il primo set, terminato 66-64 per i tedeschi dopo un’ora e ventinove minuti, è diventato il parziale più lungo nella storia della pallavolo.
Gli azzurri erano riusciti comunque a rimanere dentro la gara, trascinandola al tie-break e vincendola 3-2.
Poi, il passaggio dello Stretto e Messina.

Il tecnico dell’ItalVolley, Fefè De Giorgi
Contro Cuba, De Giorgi aveva cambiato profondamente la formazione e affidato la regia al classe 2007 Bryan Argilagos, arrivato poche ore prima per dare respiro al reparto dei palleggiatori. Per lui, l’esordio assoluto con la Nazionale maggiore e proprio contro Cuba, la terra di papà Alexeis, ex pallavolista scomparso soltanto poche settimane prima.
Una storia dentro la partita, terminata 3-2 per i caraibici, che aveva comunque mostrato la capacità dell’Italia di adattarsi, cambiare interpreti e trovare risposte anche in condizioni tutt’altro che ordinarie.
Infine il Brasile. Probabilmente la prestazione più completa delle tre.
Giovanni Sanguinetti ha parlato della gara migliore disputata nel torneo, mentre Gianluca Galassi ha sottolineato l’importanza di un percorso fatto di tanti set e partite intense.

Fefè De Giorgi con Gianluca Galassi
Era ciò che De Giorgi cercava: trasformare settimane di lavoro fisico e tecnico in pallavolo giocata prima che cominci quella nella quale ogni risultato avrà un peso diverso.
Manfredi: “Tutta questa gente, questa passione”
Mentre lo staff azzurro raccoglie indicazioni dal campo, altre ne arrivano dagli spalti. E a coglierle è innanzitutto il Presidente della Federazione Italiana Pallavolo, Giuseppe Manfredi.
Durante Italia-Brasile, del resto, basta guardarsi intorno.
“È uno spettacolo bellissimo, al di là del campo. Tutta questa gente, vedo la passione: si vede qualcosa di molto, molto bello”.
Parole che assumono un significato particolare se lette pensando al futuro perché la questione non riguarda soltanto la possibilità di ospitare nuovamente una partita della Nazionale ma, anzitutto, il rapporto tra grandi eventi e territorio.

Il Presidente della FIPAV, Giuseppe Manfredi
Manfredi richiama il ruolo delle società e del lavoro quotidiano svolto dai club, dai più importanti fino alle realtà più piccole. È quella base, soprattutto attraverso gli investimenti nei settori giovanili, ad alimentare l’intero movimento e, alla fine della filiera, anche le Nazionali.
Portare i campioni vicino a quella base può allora produrre qualcosa che va oltre il numero degli spettatori. Può avvicinare nuovi ragazzi alla pallavolo, dare forza al lavoro delle società e creare modelli da osservare da vicino anziché soltanto attraverso uno schermo.
E può contribuire ad accorciare una distanza geografica che troppo spesso lo diventa anche dalle grandi occasioni sportive.
Falzone: “Un grande successo per Messina e per la Sicilia”
La prospettiva si allarga con il Presidente del CONI Sicilia, Enzo Falzone.
“È un grande successo per Messina e per la Sicilia”, sottolinea davanti alla risposta offerta dal pubblico del PalaRescifina.

Il Presidente del CONI Sicilia, Enzo Falzone
C’è il tema della capacità del territorio di sostenere appuntamenti sportivi di questa dimensione. E c’è inevitabilmente quello del divario con il Nord, richiamato dallo stesso Falzone, che continua a esistere in termini di opportunità e continuità nell’assegnazione dei grandi eventi, ma – prosegue il massimo rappresentante governativo dello sport isolano – “stiamo percorrendo la strada giusta e le amministrazioni regionali e locali ci sostengono“.
Giornate come quelle vissute sullo Stretto, infatti, possono servire anche a cambiare prospettiva. La distanza geografica non può trasformarsi in una condanna alla marginalità.
Messina può organizzare. La Sicilia può rispondere.
E un PalaRescifina esaurito per vedere i campioni del mondo affrontare il Brasile rappresenta un segnale difficile da ignorare.
Locandro: “La Sicilia ha risposto presente”
A misurare direttamente la risposta del movimento regionale è il Presidente del Comitato Regionale FIPAV Sicilia, Antonio Locandro.
“La Sicilia ha risposto presente. C’è grande entusiasmo, sicuramente grande spettacolo”.
Ma c’è soprattutto un passaggio che esprime pienamente la soddisfazione per il risultato organizzativo: “C’è tanta voglia, tanta fame. I grandi eventi internazionali danno molto al nostro sport e, quando arrivano, portano entusiasmo e aiutano a crescere”.

Il Presidente del CR FIPAV Sicilia, Antonio Locandro
Sugli spalti ci sono rappresentanti delle società, giovani pallavolisti e famiglie provenienti da diverse parti dell’isola.
Qualcuno, sottolinea lo stesso Locandro, è rimasto persino fuori. Un rammarico, certamente. Ma anche un’indicazione.
La domanda supera la disponibilità di posti; significa che esiste un pubblico da intercettare. Portare il grande volley in Sicilia non è più una scommessa.
Zurro: “Una ricaduta positiva sulla città e sul movimento”
Dalla dimensione nazionale e regionale si arriva infine a Messina.
Ed è il Presidente del Comitato Territoriale FIPAV Messina, Alessandro Zurro, a trasformare il successo della manifestazione in un primo bilancio concreto: “Sono veramente soddisfatto perché Messina ha risposto positivamente, così come immaginavo: due sold out, sia con il Brasile che con Cuba”.
Il risultato, però, non si esaurisce nei posti occupati sugli spalti. La FIPAV Cup è entrata nelle case attraverso le dirette televisive, portando con sé anche l’immagine della città.
“È stato un evento andato in diretta Rai e Sky – prosegue Zurro – quindi con una ricaduta d’immagine positiva sulla nostra città e sul nostro movimento, sempre più in crescita”.
Per alcuni giorni Messina è diventata parte del racconto nazionale del grande volley.
Poi, l’eredità evidenziata a parole si fa ancora più concreta. Il PalaRescifina.

Il Presidente del Comitato Territoriale FIPAV Messina, Alessandro Zurro (a destra), con il Sindaco di Messina, Federico Basile (al centro) e il Presidente della FIPAV, Giuseppe Manfredi
Zurro sottolinea il contributo dell’amministrazione comunale e gli interventi realizzati sull’impianto in occasione della manifestazione: “È stato dato un look nuovo al palazzetto e queste migliorie rimarranno per tutte le società che calpesteranno il parquet”.
Una manifestazione finisce ma una struttura migliorata resta a disposizione dello sport cittadino.
Zurro non dimentica, infine, la macchina organizzativa e il lavoro del Comitato territoriale, ringraziando uno staff che “non si è completamente risparmiato” e che ha affrontato sacrifici e giornate di lavoro per contribuire alla riuscita dell’evento.

Pubblico, immagine, strutture: quello che resta
Proprio partendo dalle parole del Presidente territoriale risulta chiaro che la ricaduta della FIPAV Cup può essere letta su almeno tre livelli.
Il primo è quello più evidente: il pubblico.
I sold out registrati nelle gare dell’Italia contro Cuba e Brasile certificano una domanda di grande pallavolo che non riguarda soltanto Messina, ma coinvolge il movimento regionale.
Il secondo è l’immagine.
Le dirette televisive, le telecamere nazionali, le immagini del PalaRescifina pieno, portano Messina fuori dai propri confini e la associano per alcuni giorni a un evento sportivo internazionale.
Il terzo: le strutture.
Gli interventi realizzati sul palazzetto non vengono smontati insieme alla FIPAV Cup. Rimangono a disposizione delle società e degli atleti che continueranno a viverlo durante la stagione.
Pubblico, promozione, impianti.
È su questi tre elementi che un grande evento può smettere di essere soltanto una parentesi.

Il grande evento funziona se lascia qualcosa
Rimane poi una ricaduta più difficile da misurare: quella culturale e sportiva.
Il bambino, tornando a casa dal PalaRescifina, chiederà ai genitori di provare a giocare a pallavolo: probabile.
Le società potranno fruire e potenziare l’entusiasmo generato da queste giornate per avvicinare nuovi atleti.
I ragazzi per una sera hanno potuto osservare Giannelli, Lavia, Bottolo, Balaso e alcuni dei migliori giocatori al mondo a pochi metri di distanza: esempi promozionali dal punto di vista umano, anzitutto.
Il grande evento funziona davvero quando lascia qualcosa dopo il proprio passaggio. Il rischio, soprattutto nelle periferie sportive, è sempre lo stesso: arrivare, accendere tutto e poi andare via.
La vera sfida comincia quando le luci si spengono.

L’Italia guarda a Napoli, Messina può guardare al futuro
Gli azzurri hanno già voltato pagina.
Dopo la FIPAV Cup, tre giorni di riposo prima del raduno del 3 settembre a Firenze per l’ultimo periodo di preparazione. L’8 settembre la partenza per Napoli, dove il 10 comincerà l’Europeo.
Simone Giannelli lascia Messina parlando di un gruppo affiatato, consapevole di non essere ancora perfetto ma anche della mentalità necessaria per giocare punto a punto contro tutti.
Messina, invece, può guardarsi per un momento alle spalle.
Germania, Cuba, Brasile. Il 66-64 da record dall’altra parte dello Stretto. L’esordio di Argilagos. Il centesimo Italia-Brasile. Il PalaRescifina pieno. Le società siciliane sugli spalti. Le immagini trasmesse in tutta Italia.
Poi Cuba-Brasile, con il 3-1 dei caraibici che ha messo il punto alla FIPAV Cup Men Elite.
Le luci si sono spente ma non tutto è andato via insieme alle Nazionali.
Restano un palazzetto migliorato, l’esposizione nazionale, i sold-out e soprattutto una risposta.
Manfredi ha visto “passione e “qualcosa di molto bello”. Falzone “un grande successo per Messina e per la Sicilia”. Locandro una Sicilia che “ha risposto presente” e una fame di grandi eventi capace di aiutare il movimento a crescere. Zurro una “ricaduta d’immagine positiva sulla città e sul movimento” e strutture che continueranno a essere utilizzate dalle società.
Quattro punti di osservazione diversi che finiscono nello stesso posto. Per cinque giorni lo Stretto è diventato uno dei centri della pallavolo internazionale.
Adesso, la sfida è trasformare il successo di questi giorni in un precedente, non in un’eccezione. Perché Messina ha dimostrato di saper accogliere il grande volley. E la Sicilia ha dimostrato di volerlo ancora.
